Troppa voglia di piangere

Ho voglia di buttar giù due righe di sfogo prima di imbattermi nel studiare inglese per l’interrogazione di domani. So già che tanto sarà inutile… non riuscirò ad aprire il libro in casa e domani mi metterà così in difficoltà da darmi, se va bene, un 3 scarso. Stamattina a scuola è stato un incubo. Mi sono dovuto allontanare dalla classe più volte durante le lezioni perchè non ce la facevo più. Stavo scoppiando, addirittura sono stato anche chiamato fuori da un professore perchè notava in me qualcosa che non andava. Non sono riuscito a seguire niente fin dalla prima ora. Troppo nervosismo! Continuavo a muovermi, non riuscivo a star fermo da quanto era pesante il peso allo stomaco che sentivo e che sento ancora adesso. Neanche del 6 preso nella verifica di telecomunicazioni mi importava… verifica di cui ho sudato non poco, studiando, studiando, studiando, anche con lei. Più pensavo a ieri… e più stavo male. Ma è impossibile non pensarci… ormai è il mio pensiero fisso costante. Non posso andare avanti così, mi sento troppo forte all’esterno, ma troppo fragile all’interno. Dovrebbe essere al contrario per star bene. E io non sto per niente bene! Alle volte vorrei sbattermene come fanno tanti miei compagni quando magari si trovano in situazioni come le mie… ma non ce la faccio proprio, non è nel mio carattere. Ho chiesto ad una ragazza, figlia di un professore, con cui ogni tanto mi capita di scambiare due parole, se le andava di uscire con me questo w.e. e il prossimo… perchè davvero ho tante cose da buttare fuori, da sfogare e avevo bisogno di qualcuno che stesse li ad ascoltarmi. E poi perchè non saprei più cosa fare alla domenica… starò a casa… mi verranno in mente le uscite domenicali con lei. Devo farci l’abitudine. Le cose che ho dentro di me sono come il veleno… più sono dentro… e più ti uccidono lentamente sentendo tanto tanto male. Troppo bruciore dentro. In più a questi problemi si mischiano anche quelli della scuola. Grazie agli amici di sempre che senza di loro realmente non saprei come avrei reagito e come mi sarei liberato di alcune cose che avevo dentro… e un grazie anche all’assistente tecnico del laboratorio della mia scuola, Fernando, che più che professore è diventato uno psicologo.
 
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