Primo maggio

La giornata di oggi rappresenta una degli eventi più importanti dell’anno, quella del primo maggio, quella dei lavoratori. Una festa mondiale celebrata in diversi paesi del mondo, quindi compresa l’Italia, mi chiedo al giorno d’oggi che significato possa avere. E me lo chiedo cosi, da neofita, da ragazzo entrato da pochissimo nel mondo della formazione e del lavoro e che ogni giorno che passa sogno un futuro su misura per me e che forse, è solo un’utopia; almeno ai giorni nostri, ma la speranza che qualcosa possa cambiare la vedo sempre più lontana. Ho passato anch’io i momenti più brutti quando qualche anno fa prima dell’iscrizione all’università (che è stata la mia salvezza) ero in giro come un disperato a cercare un’occupazione innondato da poche speranze e tanta mortificazione. Viaggi lunghi per dei colloqui senza senso fino poi ad accontenarsi di un lavoretto mal pagato, il volantinaggio, dove in tre mesi di lavoro dopo 6000 volantini distribuiti personalmente a mano nelle case con la gente che ti ignorava e ti insultava gratuitamente e venivi trattato peggio di un ladro. Quel lavoretto dove la paga di tre mesi di duro lavoro sotto il sole, sotto la pioggia, la grandine e sotto la neve utilizzando solo ed escluvivamente la mia automobile e la mia benzina per muovermi era di 120€. 120€ di paghetta e un calcio nel sedere. Ma quel che passava al convento era quello, dovevo solo accettarlo. Sono uscito da questo tunnel grazie all’università, ma molti miei coetanei ci sono dentro fino all’osso del collo ancora oggi. Ditemi se questo è garantirsi un futuro. In un’Italia dove i licenziamenti e quando va bene le casse integrazioni sono all’ordine del giorno, in un’Italia dove le piccole ditte chiudono perchè non ce la fanno più ad andare avanti, in un’Italia dove i padri di famiglia non sanno neanche piu’ cosa fare per crescere i propri figli, in un’Italia dove imprenditori e lavoratori soffocati dai debiti che non sanno come pagare decidono di farla finita senza che il governo faccia qualcosa per contrastare questa emergenza sociale. In un’Italia che non è neanche più in grado di garantire e assicurare il primo articolo della sua costituzione. Non voglio entrare nell’ambito della politica. Mi chiedo allora se quella di oggi sia la festa dei lavoratori oppure quella dei disoccupati o meglio ancora dei disperati. Mi chiedo se un concerto in piazza possa cambiare la situazione. Mi chiedo di cosa ne sarà di tutte quelle persone borderline che vivono al confine di quella linea sottile chiamata disperazione. Mi chiedo del perchè tutte le persone che hanno fatto gesti estremi vengano dimenticate in questo modo invece di comprendere fino in fondo le ragioni e cercare di risolvere questa emergenza sociale, perchè di una emergenza si tratta a tuttigli effetti. Mi chiedo cosa ne sarà di me, dei miei coetanei. Mi limito solo a delle domande che mi pongo tutti i giorni, domande evidentemente prive di ogni risposta. Quello che rimane è solo terreno bruciato. Un futuro senza certezze per un giovane è decisamente spaventoso.

 
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5 pensieri riguardo “Primo maggio

  • martedì 1 maggio 2012 in 17:52
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    me lo chiedo.anch’io, a nome di tutti quei giovani senza futuro….ma malauguratamente non trovo risposa

     
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  • martedì 1 maggio 2012 in 22:43
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    Dico a te quello che dico a mio figlio:” Passerà” teniamo duro, per la legge dei corsi e ricorsi dopo una discesa ci sarà la risalita, siamo ottimisti…dobbiamo esserlo! un abbraccio, Maria

     
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  • sabato 5 maggio 2012 in 11:18
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    Lascia perdere..Io sono disperata,ho mandato cv in ogni dove e avevo molti progetti..Se hanno voluto rovinarci il futuro,ci sono riusciti benissimo!Sono mesi che sto male per tutta questa situazione e un giorno perderò davvero tutte le speranze.

     
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  • sabato 5 maggio 2012 in 11:43
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    Tieni botta Viky.. non posso non dirti di non perdere le speranze.. ma per lo meno non ora. Ti abbraccio forte. Davide

     
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