Dimmi di Sic – il nostro ricordo

Marco Simoncelli, se fosse ancora qui tra noi, oggi avrebbe compiuto 31 anni. Sono passati 7 lunghi anni da quella terribile domenica che tutti noi, ancora, ricordiamo con tristezza e grande vuoto. Da quel giorno il mondo delle corse è cambiato, e forse, nel nostro piccolo, siamo cambiati anche noi. Per ricordarlo, ripropongo un vecchio post scritto da me nel lontano 2011, pochissimi giorni dopo la sua scomparsa. È tratto da una serie di riflessioni e da un “dibattito” in aula da parte di un mio ex docente universitario. Riflessioni che, a distanza di 7 lunghissimi anni, ancora condivido. A voi qui sotto il post dedicato a Simoncelli. Buon compleanno Marco!

Sappiamo e conosciamo tutti chi è la persona nella foto qui accanto; sappiamo anche cosa è successo due giorni fa, in una delle tante domeniche sportive invernali uggiose. Lui che è riuscito a farsi voler bene anche da chi il motogp non l’ha mai seguito e mai sopportato in vita sua. Conosciutissimo per la sua voce, per la sua dialettica da romagnolo DOC, per la sua capigliatura che -detto scherzosamente- faceva invidia a qualsiasi produttore di parrucche, a chi ha avuto modo di conoscerlo in alcune comparse televisive come per esempio quella di Zelig qualche anno fa o in qualche fiera o corsa paesana, visto che non era il classico ragazzo che se la tirava in particolar modo da non avere alcun contatto con la “gente comune”. Tra qualche settimana avrebbe dovuto partecipare al Rally di Monza con Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. Scrivo questa pagina oggi non tanto per dire “poveretto”, “aveva solo 24 anni”, “è stato sfortunato”, ecc ecc, tutte cose scontate e forse a dir poco superficiali e completamente fuori luogo, ma per riportare la riflessione di un mio docente universitario che ha voluto trasmettere a noi studenti e che, condividendo la sua stessa riflessione, vorrei trasmettere a quelle 2 persone che leggono questo mio spazio. Lui è sempre stato un pilota tra quelli che, anche quando la moto era sdraiata per terra a seguito di una caduta, si rialzava per tirarla su. E questo gesto ha un suo significato, ha un suo messaggio, ed è quello che Marco ha voluto passarci dicendoci che nella vita di ognuno di noi sono presenti degli ostacoli; questi ostacoli e queste situazioni il più delle volte ci fanno male, ci fanno cadere. Capita a tutti di prendere delle “scivolate” nella vita, delle delusioni, oppure dei fatti che ci portano a dire “che grande stupidata che ho fatto”. Tutto succede a tutti più di quanto si possa credere. La vita di tutti i giorni ne è comunque una dimostrazione. Lui però era un grande esempio di tenacia, di motivazione, di determinazione e di passione per quello che stava facendo e quello che ha sempre fatto. Erano tutti elementi che erano presenti anche domenica durante la gara. Come ha sempre fatto in passato, riuscendoci benissimo, lui con la moto sdraiata per terra stava cercando di ritirarla su. Per un attimo poi ha ripreso aderenza e questo gli è costato la vita venendo investito dagli altri piloti che in quel momento sopraggiungevano senza poter far nulla. Ma se in quel momento nessuno sopraggiungeva dietro di lui a quest’ora sarebbe ancora vivo e di nuovo in pista pronto a lottare come sempre ha fatto. Anche gli avvenimenti brutti e negativi ci comunicano e ci insegnano qualcosa, e il messaggio che voglio cogliere da quello che è successo domenica mattina, che come detto prima ha tantissime conseguenze negative, è quello di dire: Ragazzi/e, non molliamo mai; anche quando le cose stanno andando male, o prendono una brutta strada, bisogna SEMPRE cercare di rialzarsi, avere fiducia dei propri mezzi e andare avanti sempre e comunque. Nella nostra vita sono tantissimi i momenti in cui si prendono delle scivolate, a volte anche dolorose, in cui tutte le nostre certezze in un attimo crollano. Quando non si passano gli esami universitari, quando si perdono delle persone care, quando ciò che abbiamo costruito viene distrutto, quando le delusioni la fanno da padrona, quando il lavoro e/o le amicizie vanno male, quando siamo sommersi da mancate aspettative, quando non si hanno i riscontri che vogliamo avere, insomma quando siamo influenzati da tutto ciò che rischia di far diminuire la nostra motivazione e la nostra autostima. Il rischio è quello di entrare in un brutto vortice, di andare avanti un po’ per inerzia, accontentarsi di poco, sopravvivere e non vivere, e sminuirsi sempre di più. E se non ci alziamo e recuperiamo noi (per noi), nessuno lo farà al nostro posto. Ma in realtà quello che bisogna fare è andare avanti comunque e pretendere sempre il meglio per noi stessi. Ognuno di noi poi ha le sue proprie persone di riferimento che ci danno delle dritte preziosissime o che ci fanno e ci aiutano ad andare avanti, però ricordiamocelo sempre, la determinazione nella vita vince su tutto. E’ chiaro poi che da sola non basta perchè poi ci vogliono anche le capacità, la volontà, il talento, a volte anche un pizzico di fortuna. Se c’è la grinta, la determinazione, la forza di rialzarsi ad ogni ostacolo si è sulla buona strada con la certezza di aver raggiunto l’obiettivo che Marco ci vuole trasmettere. Questo secondo me è il messaggio che lui, da quello che è successo domenica mattina e dalle sue precedenti gare, non solo motociclistiche (perchè la vita di tutti i giorni è una gara, una corsa) ci vuole lasciare e vuole che ognuno di noi lo conservi dentro di se. Ciao Marco!

Davide
davide@dadelandia.net

 

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