Andare a vivere da soli

Arriva un momento nella vita in cui bisogna inevitabilmente fare i conti con la propria autonomia. Che si vada a vivere da soli o che si intraprenda un percorso di convivenza, tutti noi ci siamo trovati davanti all’idea di lasciare la casa dei genitori per maturare nuove esperienze di vita. Non parlerò della convivenza che chiaramente è diversa, magari la riservo in un prossimo post; questo articolo riguarderà l’andare a vivere da soli.

Sono fuori casa da poco più di un anno e ora convivo, ma già intorno ai 25 anni sentivo quell‘irrefrenabile bisogno di andare a vivere lontano da tutto e da tutti, pur sapendo di non averne le possibilità. Il mio era uno stato di necessità che però non sono riuscito mai a realizzare prima della convivenza attuale, appunto perchè, in quel periodo non ne ho avuto l’opportunità. Al termine dell’Università ho avuto un “periodo di crisi”. La mancanza di un lavoro, seguita da una pessima stabilità economica, mi logoravano sempre più. Passavo ore ed ore al giorno davanti al computer ad inviare centinaia di curricula senza essere mai considerato. Desideravo tantissimo cambiare città, cercare un lavoro e una sistemazione lontana da Milano, poichè tutto stava diventando stretto e tutto mi faceva star male.

Arrivati ad una certa età, credo sia necessario prendere strade diverse e quindi staccarsi da quello che è il “tetto famigliare”. Questo avviene non perchè smetti di voler bene ai genitori o a chi ti sta accanto, semplicemente succede perchè le esigenze e i bisogni cambiano nel corso degli anni. Avere 25/30 anni non è come averne 18 e spesso i genitori non lo comprendono. Per loro siamo sempre dei “bambini eterni”, anche quando diventiamo adulti. Si arriva ad un punto in cui si vuole provare a vivere da soli, anche se ci vuole tanto coraggio per intraprendere questo tipo di avventura, perché non sempre può andare bene. “Finchè rimarrai sotto questo tetto dovrai rispettare le nostre regole” oppure “questa casa non è un albergo!!!”. Frasi e “minacce” che tutti noi, trentenni e non, almeno una volta nella vita ci siamo sentiti dire.

Secondo un articolo pubblicato da Repubblica.it nel settembre del 2016, il 67,5% dei giovani italiani abita ancora con mamma e papà. Secondo i dati Istat, infatti, i giovani tra i 18 e i 34 anni che dividono il tetto con i propri genitori sono quasi sette milioni: un dato in linea con quelli degli anni precedenti che conferma una tendenza ormai storica. Sempre secondo l’Istat, nel 35,5% dei casi si tratta di studenti e il 29,7% è formato da disoccupati, c’è un 31,8% di giovani che preferisce vivere con mamma e papà pur avendo una stabilità economica.
Ciò che frena i giovani ad abbandonare il tetto dei genitori è la precarietà e la crisi che stiamo vivendo ormai da diversi anni. Il lavoro, quindi, è il problema principale: non esiste alcuna stabilità economica che ci spinge e ci convince a lasciare la nostra “tana” per andare a vivere da soli. In verità, Repubblica.it evidenzia anche un altro aspetto, la casa dei genitori è sempre stata preferita anche fino a vent’anni fa, quando la crisi e il precariato erano ben lontani dalla nostra realtà. Nella fascia che va dai 30 ai 34 anni, sempre secondo Istat, oltre la metà dei giovani ha un posto di lavoro (55,3%) ma si ostina a vivere con i propri genitori. Quanto alla distribuzione sul territorio italiano, la percentuale più alta si rileva al Sud (67,8%), seguono, con poca distanza, il Centro (61,4%) e il Nord (58,1%). Corriere.it dichiara: molti, tra i 30enni di oggi, appartengono alla Generazione Erasmus, il programma universitario che ha permesso di vivere l’Europa Unita. Generazione chiamata, in Italia, «mille euro», perché guadagna — quando va bene, purtroppo — questa cifra. E poi prosegue: l’Italia vanta anche un altro record a livello dell’Unione Europea: siamo il paese dei “bamboccioni”, così come qualche politico ama definirci. La percentuale di ventenni-trentenni che vivono ancora a casa con i genitori è maggiore rispetto agli altri paesi Europei e solo la Slovacchia ci supera.

Tralasciando numeri e percentuali, ho voluto raccogliere in giro per la rete i 10 motivi per cui un giovane dovrebbe andare a vivere da solo e i 10 motivi per cui dovrebbe rimanere a casa con i propri genitori. Ovviamente alcuni di questi motivi sono delle vere e proprie provocazioni ironiche; altri, più seri, corrispondono alla realtà. (se ne avete altri scriveteli nei commenti!!):

I DIECI MOTIVI PER CUI E’ MEGLIO ANDARE A VIVERE DA SOLI:

1 – Vivere da soli significa in gergo “fare un po’ quello che si vuole“, senza rendere conto a nessuno. Siamo da soli e decidiamo noi come investire il tempo e le risorse in casa, senza giustificarci con nessun’altro se non solo con noi stessi. Se si vuole stare fuori con gli amici fino a tarda notte lo si può fare in serenità. Se si vuole invitare qualcuno a casa nostra a mangiare una pizza o a giocare al videogioco preferito lo possiamo fare. Si può girare per casa perennemente in pigiama o magari nudi, senza che nessuno ci dica qualcosa. In breve: possiamo fare quello che vogliamo, senza però ledere la libertà e la tranquillità delle persone che vivono vicino a noi: rispetto per i vicini di casa SEMPRE, anche se sono impiccioni e sono antipatici!

2 – Riguardo al cibo, si può mangiare quello che si vuole, all’ora che più ci aggrada: in cucina, sul divano, sdraiati sul letto o sulla tazza del wc (anche se lì meglio di no…).

3 – Se si lascia una cosa in un posto, siamo sicuri di ritrovarla lì, senza che nessuno l’abbia toccata o spostata. Nel nostro disordine c’è il nostro ordine. Si impiega meno tempo a cercare le cose, se sappiamo dove sono state riposte la volta precedente. E se non troviamo quello che cerchiamo la colpa è solo nostra!

4 – Ci si libera dei problemi che gravitano attorno alla casa dei nostri genitori: problemi con il vicinato, litigi in famiglia o con i propri fratelli/sorelle, rumori molesti (come l’aspirapolvere alle 8 di domenica mattina) o tanto altro ancora. Ognuno di noi sa cosa può dar fastidio a seconda della propria esperienza.

5 – Se si ha bisogno di andare in bagno non bisogna fare la fila (specie al mattino) perchè il bagno è sempre libero, ad ogni ora del giorno e della notte (anche se questa condizione non sempre è vera, specie se si vive in appartamenti condivisi… ma di questo ne parleremo in un altro post).

6 – Quando si è a casa dal lavoro possiamo dormire fino a tardi senza che nessuno ci possa svegliare con frasi del tipo: “alzati che è tardi!!!”, o senza il famoso rumore dell’aspirapolvere alle 8 del mattino.

7 – Possiamo pulire casa quando e come vogliamo, e se non abbiamo voglia di pulire possiamo anche non farlo. Arriverà poi il momento in cui ci renderemo conto che la casa farà così talmente schifo che i sensi di colpa cominceranno a torturarci e temprarci; saremo noi stessi a prendere scopa, paletta e straccio e armarci di tanta, tanta pazienza!

8 – Possiamo prenderci cura di un animale domestico (cane, gatto…) che ci faccia compagnia quando ci sentiamo veramente soli. Lo possiamo coccolare sopra il divano come abbiamo sempre sognato. Ricordiamoci di portare fuori il cane a fare i bisogni, e ci dobbiamo andare anche quando siamo stanchi o quando fuori c’è la tempesta!

9 – Abbiamo il completo possesso del computer e della tv: il telecomando e il pc sono in nostro potere, non dobbiamo dividerli con nessun’altro. E se ci gira, possiamo guardare la tv anche mentre stiamo al computer.

10 – Le domeniche in cui solitamente c’è il “via vai” di persone sono finite: possiamo finalmente passarle ad oziare come vogliamo, senza ritrovarci qualcuno in casa; oppure possiamo invitare gli amici per passare delle serate diverse, fare feste (attenzione però a non fare troppo casino, i vicini sono sempre più “vicini” di quanto crediamo: sono in grado di rovinarci le serate. Scherzi a parte, il rispetto per le altre persone viene sempre prima di tutto!).

I DIECI MOTIVI PER CUI E’ MEGLIO RIMANERE A CASA CON I GENITORI:

1 – L’aspetto che pesa di più è il lato economico. Per vivere da soli si ha bisogno di una casa tutta nostra, che sia una stanza o un monolocale, occorre pagare un affitto (con relative spese extra). Generalmente gli affitti si aggirano dai 350 euro fino ad arrivare a 650 euro, e sappiamo bene quanto questa cifra possa essere gravosa sul nostro conto, specie se siamo senza lavoro o se possediamo un lavoro precario, mal pagato e senza garanzie. Purtroppo, al giorno d’oggi, anche avere un contratto a tempo indeterminato non è più sinonimo di garanzia e sicurezza come lo era vent’anni fa.

2 – Nella maggior parte dei casi non c’è più mamma che provvederà a fare la spesa per noi: dobbiamo armarci di tanta pazienza e recarci al supermercato con in mano la lista delle cose da comprare. Si tenderà a prendere qualcosa già pronto (e in genere più costoso) perchè non avremo tempo (e nè voglia) di metterci ai fornelli a cucinare per noi (a meno che nel nostro DNA non ci sia un pizzico di Cannavacciuolo). Altra cosa fondamentale: dovremo rimettere mano al portafogli per pagarci la spesa. Altri soldi che se ne vanno!

3 – Se viviamo in una grande città e non abbiamo la macchina, dovremo utilizzare i mezzi pubblici per spostarci. Spesso portarci dietro i sacchetti e le buste della spesa pesanti non è il massimo della vita, è dispendioso sia in termini di fatica e sia in termini di energie, a meno che non viviate in una città dove è possibile usufruire del servizio Car sharing. Con qualche decina di euro e una Fiat 500 Enjoy, vi risparmierete la fatica di portare buste pesanti a mano.

4 – Dovremo farci carico di pagare i nostri consumi, che siano gas, luce, acqua e internet. Anche se quando si vive da soli i consumi sono relativamente bassi, si tratta comunque di costi in più. Dovremo preoccuparci di farci incanalare i pagamenti sul nostro conto corrente oppure armarci di tanta pazienza e fare lunghe file in banca o all’ufficio postale più vicino. Nessuno farà la fila al posto nostro. Attenzione alle scadenze! Dimenticarsi di pagare una bolletta è più facile di quanto si pensi.

5 – Essendo da soli, difficilmente impiegheremo il nostro poco tempo a disposizione stando davanti ai fornelli: quando torniamo a casa stanchi da lavoro non c’è più ad attenderci il piatto caldo della mamma cucinato per noi. Spesso ci si arrangia con piatti già pronti oppure con le varie scatolette e confezioni preparate: tonno, mais, simmenthal, formaggi vari, insalata già lavata e imbustata, ecc ecc. La tentazione di cibarsi con schifezze di varia natura è alta. Ci dimenticheremo presto delle lasagne o della parmigiana della mamma, o di altre ricette che solo lei sa fare in modo impeccabile. E quando non sappiamo proprio cosa mangiare, Deliveroo e Just Eat ci vengono in soccorso! Ma non sempre è la soluzione migliore per il nostro portafogli, se già facciamo fatica ad arrivare a fine mese.

6 – Non potremo permetterci di comprare una lavastoviglie e la cucina del nostro monolocale potrebbe eserne sprovvista: se sceglieremo di non usare piatti e posate di plastica, dovremo lavare tutto a mano. Capiterà che un giorno non avremo voglia di lavare i piatti e li “parcheggeremo” nel lavello della nostra cucina. Poi ci sarà il secondo giorno dove magari saremo ancora stanchi e svogliati, e rimanderemo il lavaggio al giorno successivo, e così via, formando una pila interminabile di piatti che prima o poi dovremo affrontare “a tu per tu”.

7 – Non ci sarà più nessun’altro che laverà, stirerà, piegherà e riporrà i nostri indumenti in modo ordinato nell’armadio. Dovremo farlo noi! Dedicheremo il fine settimana ad andare in giro per casa a raccogliere magliette, calzini e mutande seminate in giro per casa per poi mettere il tutto nella lavatrice. Dovremo dividere gli indumenti per tessuto e colore… dovremo studiare i vari programmi che la lavatrice in dotazione ci propone e dovremo ricordarci di comprare il detersivo e l’ammorbidente. L’acqua da sola non lava i vestiti! Se non si è pratici, all’inizio sarà un gran casino e il rischio di mettere in lavatrice magliette e calze bianche per poi ritirarle fuori rosa dopo il lavaggio è alto! Qui i consigli della mamma sono sempre ben accetti!

8 – Siamo soli, e solo noi ci dobbiamo occupare del lato più sporco della casa: la nostra spazzatura. Dobbiamo avere cura di raccogliere i nostri rifiuti. A sacchetto pieno, bisogna non soltanto chiuderlo, ma interrompere la partita alla Wii o alla PlayStation che stavamo facendo, mettere scarpe e cappotto ed uscire di casa a buttare i sacchi. Che ci sia il sole, il buio, la pioggia o la neve non importa. Dobbiamo farlo per evitare di trasformare il nostro appartamento in una discarica abusiva.

9 – Le mamme più ansiose vivranno in uno stato di preoccupazione perenne perchè, soprattutto nei primi tempi, penseranno che il/la proprio/a figlio/a non sia in grado di gestirsi in autonomia: ci immagineranno denutriti, sporchi e puzzolenti con una casa che assomiglia ad una discarica. Starà a noi tranquillizzarle e far capire loro che non siamo sprovveduti e che siamo in grado di cavarcela da soli.

10 – La solitudine prenderà il sopravvento, il silenzio è il nostro miglior amico; tuttavia potra’ diventare in alcuni casi il nostro peggior nemico. Inizieremo a parlare da soli e a fare discorsi incomprensibili anche a noi stessi e, se si soffre di solitudine, andare a vivere da soli non è certo la scelta migliore. Ci mancherà parlare con mamma e papà o con i nostri fratelli o sorelle. Se si vive a pochi km di distanza dalla casa dei genitori, si può sempre passare a trovarli quando si vuole; altrimenti, se la distanza è troppa, si può sempre contare sul telefono o sulle videochiamate di whatsapp e Skype.

Davide
davide@dadelandia.net

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