La storia di Vincenzo

Si leggono sempre più spesso critiche inutili e poco costruttive sui giovani di oggi. Svogliati, parassiti, senza futuro, mammoni, incapaci di “sporcarsi” le mani per ottenere un piccolo successo nella vita e così via. Per una piccola pecentuale potrà anche essere vero, ma nella realtà esistono anche tantissime persone motivate, determinate e pronte a tutto. E’ il caso di Vincenzo ed è il caso di tantissimi altri giovanni, trentenni e non, che vivono e lavorano sia in Italia che all’estero e che ogni giorno mettono in campo la loro grinta, le loro capacità e la loro voglia di imparare – ognuno nel suo settore – per raggiungere degli obiettivi pur con tante difficoltà e tanti ostacoli. La strada per noi è in salita e a volte difficile da percorrere, ma non bisogna mai fermarsi e arrendersi. Ringraziamo di cuore Vincenzo per averci dato il permesso di pubblicare la sua bellissima storia. In bocca al lupo per tutto!

Sono siciliano, ho 26 anni e mi sono laureato in Infermieristica nel 2013 a Messina. Mi è sempre piaciuto viaggiare per il mondo ed ho sempre avuto la passione per le lingue straniere.
In Sicilia le occasioni di lavoro non sono tantissime e così, un mese prima della laurea, ho prenotato un biglietto solo andata per l’Australia.

In Australia avevo dei parenti che mi hanno ospitato per un po’ di tempo. Ho avuto l’opportunità di imparare l’inglese facendo tanta fatica all’inizio; ho trovato occupazione dopo due mesi come Assistent in Nursing in una Nursing Home. Sono riuscito ad ottenere un permesso per sei mesi e avevo quasi deciso di rimanere in Australia, fino a quando alcuni colleghi ed amici mi hanno consigliato la “strada inglese” e così ho accettato di trasferirmi di nuovo dall’altra parte del mondo.
Il breve ritorno a casa: biglietto fatto per l’Italia e nel giro di sei mesi nuovo trasferimento ad Oxford. Era il 7 maggio 2015 quando sono atterrato a Stansted con l’idea e la prospettiva di continuare a mettermi alla prova, migliorare ancor di più il mio inglese e magari chissà, tornare di nuovo a vivere e a lavorare in Australia.

In Inghilterra ho avuto l’opportunità di scegliere il reparto dove lavorare. Ortopedia è sempre stata una grande passione per me ed ho cominciato a lavorare con inglesi, spagnoli, indiani, filippini e portoghesi. L’Oxford University Hospital mi ha dato più di chiunque altro abbia mai fatto e continua a darmi tutti i giorni. Devo solamente mostrare la mia motivazione, la mia determinazione e keen to learn (desiderio di imparare). Mi hanno offerto un Postgraduate Certificate in Orthopaedic Practice (una sorta di alta formazione nel settore ortopedico). Ho fatto il corso in Università sempre qui ad Oxford, durato sei mesi, ed ho preso il certificato lo scorso luglio. Tutto pagato da loro, 3000 pound netti. Pensare a queste cose in Italia è solo utopia.

Attualmente lavoro in un ospedale specializzato, ho cambiato due reparti ortopedici avendo la possibilità di accrescere la mia competenza con diversi tipi di pazienti. Tra l’altro mi è stata offerta l’opportunità di lavorare in Sala Operatoria Ortopediaca per tre mesi, al fine di incrementare ancor più le mie conoscenze. A maggio dello scorso anno, inoltre, mi hanno offerto l’ambito band 6, oltre a cambio di “uniform”, busta paga più cospicua e lavoro in ambito più manageriale.

Ma con tutto quello che mi dà l’Inghilterra vorrei tornare in Italia. Il 7 maggio 2015, quando sono atterrato in aeroporto, mi sono innamorato nel posto e nel momento sbagliato; la mia attuale ragazza ha fatto anche lei un’esperienza a Oxford, ma adesso è tornata in Veneto. Una questione d’amore, insomma. Voglio imparare quanto più possibile nell’eventualità di tornare a casa e vorrei portare con me tutto quello che in Italia non si conosce nemmeno e non si ha nemmeno la possibilità di imparare. Mi manca molto la mia famiglia, quando si vive ad enormi distanze Internet e i social non riescono a restituirti il calore di un sorriso o di un abbraccio dal vivo.

Vincenzo
averetrentanni@dadelandia.net

 


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