Storia di un Padre

Era un uomo come tanti, ma speciale per il suo modo di essere.
Era un uomo che aveva vissuto già metà della sua vita, ma non smetteva mai di essere un bambino con tanta voglia di giocare. Era un uomo concreto e realista, ma continuava a dare spazio ai suoi sogni. Era un uomo con la faccia severa e gli occhi penetranti, ma con la battuta e lo scherzo sempre pronti.
Era un uomo dalle mani forti e ruvide, ma sempre pronto a regalare una carezza.
ERA…non si è accontentato di passare su questa terra, lui ha vissuto davvero!
Ha preso ciò che la vita gli ha offerto, ha accettato ciò che la vita gli ha tolto e ha continuato ad affrontarla con garbo e dignità. E questa vita gli ha tolto troppo, spesso troppo presto; lui però ha sfoderato il suo sorriso migliore e si è riscattato.
Il suo non era un riscatto da poco: ha creato una famiglia speciale come lo era lui. Ha dato amore alla sua donna a prescindere dalle discussioni, dai problemi economici e dagli anni che passavano. Le ha donato, senza neanche accorgersene, protezione e libertà; è stato compagno di giochi e sacrifici.

Il culmine del suo “offrirsi” lo ha poi raggiunto quando è diventato padre.

In un periodo storico in cui si gioiva per la nascita di figli maschi, lui era orgoglioso della sua femminuccia; lo era talmente tanto da mostrarla in tutto il reparto maternità come fosse il dono più prezioso ricevuto nella vita. E ha continuato a farlo sempre…e per sempre. Ha scelto di essere un padre presente nonostante il lavoro; ha scelto di essere un padre comprensivo, anche durante le crisi adolescenziali; ha scelto di insegnarle che nella vita devi pretendere ciò che ti spetta, ma con rispetto ed educazione; ha scelto di mostrarle quanti sacrifici la quotidianità richiede, dandole tutti gli strumenti per affrontarli; ha scelto di darle tutto il suo sapere perché non dovesse sentirsi una sprovveduta nel mondo qualora fosse rimasta sola.
Non aveva avuto possibilità di studiare molto, quest’uomo; eppure sapeva disquisire di finanza, di meccanica, di muratura, di legislatura.
E aveva un plus che lo rendeva ancor più unico: non era capace di frenare la sua curiosità verso tutto ciò che è nuovo. E se un’ impresa si mostrava più ostica del previsto, non si lasciava scoraggiare e insisteva fino a che non riusciva nell’impresa. E se per arrivare all’obiettivo bisognava chiedere aiuto, nessun tipo di orgoglio lo avrebbe mai fermato.

Tante cose, a quella figlia, le ha trasmesse con la consapevolezza di un padre. Molte altre, però, lei le ha imparate con il suo esempio… semplicemente osservandolo nel suo modo di relazionarsi con gli altri, nel suo modo di vivere il suo rapporto di coppia e nel suo modo di essere genitore.

Poi la genetica ci ha messo il suo zampino perché a quella figlia, senza volerlo, ha trasmesso il suo carattere, i suoi gesti e perfino i tratti del viso.

Era un uomo, come dicevo, ordinario…tuttavia era straordinario nel suo modo di stare al mondo.

Presentandolo così sembrerebbe un uomo perfetto, ma aveva i suoi difetti ovviamente. Uno su tutti: si è fatto amare troppo.

Già, può sembrare strano, ma in questo caso è un difetto. È il difetto più grande per chi ha deciso di andare via troppo presto.

In questo 19 Marzo, festa del papà, quella figlia mai avrebbe immaginato di dover guardare al cielo per poter fare gli auguri al suo papà gigante e speciale.

Quindi…. GRAZIE PAPÀ!!! AUGURI PAPÀ!!!

Angela

 
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