Quando una grave dimenticanza porta inevitabilmente ad una tragedia

Un padre che corre nel parcheggio aziendale, sotto il sole cocente, urlando come un matto il nome della sua bambina. Poi apre la macchina e trova la piccola esanime sul sedile posteriore.
Io questa scena la vedo, ma solo per pochi secondi, perché non riesco a sopportarla.
La stanchezza, lo stress, la vita disumana che facciamo tutti.

E un giorno maledetto ti convinci di aver fatto una cosa che invece non hai fatto.
Stavi pensando al lavoro, alla rata del mutuo, alle tasse da pagare.
Magari non dormi tre ore di fila da quando è nata tua figlia.

La mente si incastra, un meccanismo si blocca e ti inganna.
È successo a Pisa, l’altro ieri.
Tutti parlano di un genitore modello, padre e marito esemplare.
Come possiamo evitare che accada ancora in futuro?
Qualcuno vorrebbe collegare un allarme alle cinture di sicurezza posteriori, in modo che la macchina avverta il guidatore che sta per abbandonare il veicolo se le cinture sono ancora allacciate. Altri ritengono che il nido dovrebbe inviare un sms ai genitori quando i bambini risultano assenti.

Mi sembra un’ottima cosa. Economica e tecnicamente molto facile da realizzare.
L’importante è che facciamo qualcosa adesso, perché tragedie come questa sono destinate a ripetersi, ma devono e possono essere evitate.
Da qui, vorrei abbracciare forte quell’uomo e la sua compagna. Abbiate cura di loro. Stategli accanto. Fate in modo che non debbano attraversare l’inferno da soli.

Cit Prof. Guido Saraceni

 
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