E con qualche lacrima che scende… all’anno prossimo…

E’ finita ieri una delle feste più belle a cui ho partecipato… e devo dire che stasera è un po’ come se ci fosse un vuoto dentro di me, ripensando a tutte le cose belle fatte, a tutte le belle parole e i bei discorsi con cui ho interagito con i miei compagni. E già da stasera non c’è più niente… il solo pensare che per la festa della Croce dovrò aspettare un anno… un po’ mi rende triste. Non perchè facevo parte anch’io dello staff, ma perchè semplicemente è stata bella. Si è lavorato come sempre, ed io, sempre presente in cucina a svolgere la mia attività. Oltre a dare una mano in cucina mi sono occupato di scattare e raccogliere fotografie che serviranno poi per documentare la festa sul sito internet. Mi è piaciuto vedere le tantissime persone che hanno condiviso questa festa con noi, mangiando e giocando nei nostri stand dandoci così un aiuto per la raccolta dei fondi da destinarsi per l’acquisto di una nuova ambulanza. Mi è piaciuta la grande collaborazione che CB ha con i vari enti, dalle varie pubbliche assistenze, alla Protezione Civile ai Carabinieri ai Vigili del Fuoco. Mi è piaciuto il quadrangolare di calcio, tra CB, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Carabinieri, dove tra l’altro ad averla vinta sono stati proprio i Carabinieri. Mi è piaciuto il trenino, composto dai volontari e dallo staff che ha lavorato a questa grande festa, un trenino lungo che viaggiava veloce sulla pista da ballo e si memitizzava tra le tantissime coppie di persone che in quel momento ballavano sulle note dell’orchestra. Mi è piaciuto il ballo di 30 secondi fatto con Tiziana, una mia formatrice, che mi ha praticamente trascinato nella pista da ballo. Mi è piaciuto l’applauso che la gente, a fine serata, compresa l’orchestra, ha fatto a noi operatori tecnici della festa. Mi piace il fatto che in queste feste nascono nuove amicizie, nuove storie, nuovi rapporti, nuove conoscenze… e da una amicizia debole, superficiale, si passa ad una amicizia più solida e compatta… un legame fortissimo. Ci si impara a conoscere anche in queste occasioni… anzi soprattutto in queste occasioni! Mi è piaciuto il discorso del Presidente e del Comandante a fine festa. Mi è piaciuta la torta che il Comandante, tra l’altro pasticcere di professione, ha preparato per tutti noi. Mi è piaciuta la frase scritta proprio sulla torta, una frase dedicata a noi. Mi è piaciuto il messaggio scritto sulla pergamena e consegnato a tutte le persone dello staff e ai volontari. E dalla pergamena:

Ho visto tanta gente lavorare per me; Ho visto tanta gente sacrificarsi per me; Ho ascoltato gente che ha preso ferie per stare con me, ho ascoltato coloro che hanno dato tanto per la mia festa sentirsi fieri di essere per me un dono; Ho visto facce stanche ma felici; In questi giorni di festa e di preparazione ho visto quasi sempre le stesse facce, quasi sempre le stesse mani, ho visto tra i tavoli, alla cassa, agli stand, al bar, o in cucina sempre i soliti sorrisi, gli stessi visi stanchi a fine serata, ma felici, pronti a trasmettere questo sorriso al prossimo, a coloro che hanno voluto partecipare a questa grande festa a me dedicata.
Domenica, alla Santa Messa, il vangelo ci ha ricordato una cosa importantissima, sembrava fatto apposta per questa festa: “Non basta seguire le regole, serve l’amore per accorgersi di essere indispensabili, per ciò in cui crediamo, altrimenti non vediamo lo spirito vero che ci anima nel servire il prossimo…”
E i visi di coloro che hanno fatto girare il motore di questa grande festa hanno questo spirito, lo spirito dell’amore verso un idea, verso la scelta di essere utile al proprio prossimo anche in questo modo. E non importa in cosa o in chi crediamo, non importa che ideologie seguiamo, l’amore verso il prossimo è unico in qualunque modo lo svolgiamo: è amore. Un grazie di cuore a coloro che stanno lavorando e che hanno lavorato. Ascoltando i pensieri di molte persone potremo coniare un’altro motto: “amiamoci l’un l’altro” per essere uniti verso l’unico scopo: quello di essere amore per il prossimo come noi stessi ci amiamo. E la scelta di essere qui, in questa parrocchia, ci rivela il segno di essere in famiglia, qui alla parrocchia della Sacra Famiglia.
Un grazie a coloro che sono stati il motore di questa grande festa per tanti motivi, ma soprattutto per l’esempio che hanno dato a tutti quelli che non hanno voluto o potuto mettersi in gioco. A tutti l’auspicio di essere sempre presenti ogni qualvolta la Croce vi chiama come avete fatto voi. Per le belle storie che nascono durante una festa; Per coloro che hanno dovuto dormire sulle ambulanze durante la notte per controllare che non accadesse nulla. Per coloro che hanno preparato un’infinità di pizze, chi si è occupato della cucina, chi della distribuzione, e che magari, domani, andranno a lavorare con qualche vescica alle mani. Per chi si è occupato della cassa e che hanno visto passare tutte le persone, che hanno partecipato alla festa; Per coloro che contavano continuamente i soldi dell’incasso, quasi nella speranza che alla seconda conta i soldi raddoppiassero. Per coloro che, ai tavoli, hanno sempre garantito il posto pulito per tutti. Per coloro che, ai giochi, hanno ricoperto due ruoli importantissimi: “svuotare le tasche ” dei papà e delle mamme per far giocare i bambini, e che hanno, anche se involontariamente, fatto da baby-sitter per tutta la festa. Per coloro che al bar hanno distribuito “fiumi” di tutto; a coloro che sono dovuti andare in soccorso di un familiare, ma non si sono dimenticati delle proprie responsabilità. A tutti coloro che hanno ruotato intorno alla mia festa, che hanno dato l’esempio. A coloro che non hanno fatto mancare la macchina di “pronto”, a chi la nostra sede ha fatto vivere anche in questi giorni di festa. A coloro che vivono il loro status di dipendenti della croce e che qui hanno lavorato con lo spirito del volontario. A tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, perchè il vostro sforzo servirà per pagare una parte di una nuova ambulanza, per pagare una rata dei nuovi box. A coloro che avrebbero voluto partecipare ma un contrattempo, di lavoro o di salute, li ha fatti stare lontano col corpo ma vicini con lo spirito. Sono io, la vostra Croce Bianca, che vi fa innamorare, non delle persone, non dei servizi, non di tutte le responsabilità cui siete soggetti, ma dello stare bene insieme. “Amiamoci l’un l’altro come Dio ha amato noi” con questo spirito ognuno deve vivere il proprio stare con me, poi usciamo in ambulanza e ameremo il nostro prossimo con tutto il cuore e con tutta la nostra forza. Il vostro spirito che vi ha animato per tutta la festa ha richiamato un volontario dimesso e ha recuperato un volontario in riserva. Questo spirito è l’esempio al quale tutti sono chiamati a vivere il proprio sentirsi volontario.
Ed io, CB sono fiera di tutti voi.”

La vostra Croce Bianca.

 
Condividi l'articolo sui Social:

Un pensiero riguardo “E con qualche lacrima che scende… all’anno prossimo…

  • venerdì 8 Settembre, 2006 in 02:18
    Permalink

    Alcuni eventi sn belli xkè durano poco..xò lasciano il segno :)!
    Cm stai? è da un po ke nn c s sente!
    Grazie x il commento..^-^…
     
        3ly

     
    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 × due =