La percezione di se

La percezione di sé la possiamo considerare come la capacità di percepire il nostro mondo interno in relazione a quello esterno, e ciò tutto ciò che ci circonda, come l’ambiente, le persone con cui ci relazioniamo, ecc. Ci sono davvero tanti modi per cui  una persona percepisce se stesso e in questo dinamiche entrano in gioco l’autostima e la conoscenza di se. Questa nostra conoscenza di noi stessi, che solo noi sappiamo, è rappresentata dal pallino rosso e dalla zona centrale delimitata da dei tratteggi di color viola. Stanno proprio ad indicare un qualcosa di profondo, difatti la conoscenza di se la percepiamo solo noi. Siamo gli unici a conoscerci in tutto e per tutto, in qualsiasi lato e sfumatura.

Al di fuori della zona tratteggiata di viola ci sono altri anelli esterni suddivisi in vari livelli che ricoprono la nostra parte centrale di noi stessi; corrispondono alla percezione e alla conoscenza che gli altri hanno di noi. Spesso, anzi direi il più delle volte (per non sottolineare SEMPRE!!) la percezione e la conoscenza che gli altri hanno di noi è del tutto diversa dalla percezione che noi abbiamo di noi stessi; questo succede per la grande superficialità e facilità di etichettare le persone. Si viene visti in modo diverso a seconda della persona che abbiamo davanti e secondo il rapporto che si instaura sia con essa e sia con l’ambiente. L’apparenza spesso è un determinante positivo ma può anche essere negativo, in tal caso però non è il nostro “biglietto da visita”. Tutti i giorni, dall’esterno, riceviamo tantissimi “bomabrdamenti” da feedback, ovvero dei ritorni. Questi feedback possono essere positivi (SI) e negativi (NO) che colpiscono le sfere più esterne (la percezione e conoscenza che gli altri hanno di te – che ricordiamo non è mai uguale a ciò che siamo realmente). Per esempio, le relazioni che abbiamo con gli altri, i nostri comportamenti, le nostre azioni o per farla semplice ciò che gli altri pensano di noi. Ricevere tutti feedback positivi (ovvero tutti si) aiuta ad innalzare la propria autostima, ma proprio il fatto che siano tutti positivi fa presupporre che c’è qualcosa che non va. Se tutti dicono che sono bravo, per esempio, tra tutti questi feedback positivi sicuramente ce ne qualcuno che è sovrastimato. Qualcuno che ci avrà detto “sei bravo” dando una valutazione superficiale o un giudizio che non è molto sentito. E di persone così nella vita di tutti i giorni ce ne sono tantissime. Lo stesso discorso vale anche al contrario, quando si ricevono solo ed esclusivamente feedback negativi; quando incassiamo delusioni, quando ci sentiamo come dei “pesci fuor d’acqua” rispetto a delle relazioni o all’ambiente esterno in cui ci troviamo. Anche qui sta a significare che c’è qualcosa che non va, ma può anche non essere così. Il fatto di trovarmi male in un ambiente o con determinate persone può significare anche che il problema può non essere necessariamente mio ma del mondo esterno, quindi degli altri. I feedback negativi però, al contrario di quelli positivi, mortificano, abbattono, abbassano la propria autostima. Una persona che riceve solo sconfitte, delusioni o rifiuti non solo avrà una modificazione della percezione che gli altri hanno nei suoi confronti, ma porterà l’individuo a una modificazione della percezione che ha su di se. Le domande sono molteplici, si sentirà un fallito, si chiederà cosa gli altri hanno che lui non ha, si senterà “sbagliato” rispetto gli altri. Questi illimitati feedback negativi emanano appunto delle “onde negative” che nell’immagine sono di colore rosso e vanno ad influenzare seppur in modo diverso, non solo la percezione o la conoscenza che gli altri hanno di noi, ma anche la percezione che noi stessi abbiamo nei nostri confronti e così corriamo di diventare nostri nemici. L’ideale sarebbe quello di avere un equilibrio di feedback positivi e negativi. Quelli positivi aiutano ad innalzare la propria autostima, a darci un valore e un peso e quelli negativi se pur veri e sinceri (e che arrivino da persone fidate) ci aiutano ad affrontare i problemi, a diventare più grandi e più maturi. Solo in questo modo riusciremo ad avere più autostima e a credere di più in noi stessi e continuare a crescere e a maturare dagli errori o dalle situazioni negative. E al giorno d’oggi è importante credere in se stessi, perché nessun’altro lo farà al nostro posto! Saremo cosi i nostri migliori amici… di noi stessi!

 
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