Svegliatemi quando le feste saranno finite…

Un altro anno è passato e un altro Natale è alle porte. E’ arrivato puntuale, tra un paese spaccato in due; acquazzoni, esondazioni e gelo al nord, temperature primaverili e sole al sud, mentre il resto d’Europa è sommersa dalla neve. Il solito Natale pronti a strafogarsi a casa dei parenti, a dare e ricevere i regali. Ormai si aspetta il Natale solo per questo; esempio classico di una festa di cui ha perso il suo totale valore ed è diventata solo commerciale da ormai molto tempo. Quando ero bambino era tutto più magico; l’albero di Natale tutto illuminato, i pacchi con i regali attorno all’albero e il Presepe. Poi la Messa del 24, a fare il Presepe vivente da buon chirichetto che ero. Arrivata la mezzanotte non vedevo l’ora di tornare a casa per vedere cosa il buon vecchio Babbo mi aveva portato. Appena notavo quell’ammasso di scatole tutte ricoperte da quella carta per i regali, piena di fiocchi e fiocchettini diventavo il bambino più felice del mondo. Ci voleva davvero poco per farmi stampare un bel sorriso in faccia; non vedevo l’ora dei cenoni con i parenti, con i cuginetti, volevo stare insieme con le altre persone. Un tocco magico in più. Ora, da buon credente (a modo mio) che sono, è come se fosse un giorno come un altro. Dal tronde quando non lo si sente più come prima, quando si danno le cose per scontate… diventa un giorno come un altro. Si diventa grandi e la magia sparisce, come è giusto che sia. Quest’anno non mi sono neanche preoccupato di fare l’albero in casa; ormai ci ho fatto l’abitudine. Tutti che si fermano sulle cose materiali, sui regali; a ruba gli apparecchi elettronici… computer, I-Phone, I-Pad. Televisori giganti da installare a casa, maxi schermi come quasi se si fosse al cinema. Ma molti di noi hanno dimenticato il vero senso del Natale che va oltre ai regali e ai doni. Io che lo passerò a casa di parenti, quelli che vedo quasi tutte le settimane e quelli che non vedo e non sento quasi mai, a stare seduto ore e ore con le gambe sotto il tavolo a imbottirmi di cibo fino a quando non ci si alza appesantiti. Vorrei tanto passarlo con i “miei” pazienti, quelli che in questi giorni mi hanno dato davvero tanto, con il viso spaccato in due; da una parte un timido sorriso, segno della forza incredibile che hanno dentro di loro, dall’altra parte una lacrima che lentamente scende nei loro visi, segno di tristezza, a volte quasi di rassegnazione. E il resto della popolazione che lo passerà stando seduti a tavola o regalandosi un piccolo momento di relax in qualche multisala a guardarsi il solito noioso cinepanettone che chissà come mai, piace sempre di più. Per chi ancora sente questa atmosfera di magia e di festa, Auguro Buone e Serene Feste. Per quanto mi riguarda… fatemi un favore; svegliatemi quando le feste saranno finite. Grazie!

 
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Un pensiero riguardo “Svegliatemi quando le feste saranno finite…

  • venerdì 24 Dicembre, 2010 in 15:46
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    Davide Di Stasi attraverso Facebook – Bellissimo post Davide..Hai veramente un gran cuore e hai scritto delle sacrosante verità..Io quest’anno l’atmosfera natalizia l’ho sentita un po’ di + rispetto agli ultimi anni..Il Natale dovrebbe, secondo me, ricordarci di avere più amore nei confronti del prossimo..Questo spirito l’hai colto appieno..Buon Natale 🙂

     
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