Ciao Luciano…

Oggi non è bastato il terremoto a scuoterci, a farci evacuare gli edifici di corsa, a farci venire la pelle d’oca. No. Ho saputo stasera per caso una notizia che mi ha spiazzato. Mi ha lasciato male. Notizie una sopra l’altra che escono fuori e si collegano come dei puzzle con gli incastri giusti dando una risposta a dei dubbi che avevo da tempo. Sono stato accolto in molte occasioni nella loro casa. Quasi come se fossi un loro secondo figlio. Con Valentina, la loro figlia mi trovavo bene. Avevo promesso che le avrei dato una mano per superare il test di infermieristica e il tutto poi si è evoluto in una amicizia. Non sarebbe dovuto andare così. Mai più sentita sino a questa sera, quando decido di mandarle un sms. Era da tempo che volevo farlo visto che passo vicino a casa sua quasi tutti i giorni. Mi decido, prendo in mano il telefono e le scrivo. Mi risponde, ma non sa chi sono. Come scusa successivamente dice che ha cambiato scheda e che ha perso tutti i numeri. Mi piace pensare che sia realmente così, anche se qualche dubbio atroce devo ammetterlo, ce l’ho. Chiedo come sta, cosa fa. Come stanno i suoi genitori (che non vedo da parecchio tempo in quel dell’ospedale dove studio) e se le andava di rincontrami come i vecchi tempi. <Non abito più a Milano, sono a Varallo e mio papà non c’è più>. Tuffo al cuore. Ecco la risposta ai dubbi; ecco perchè da qualche mese a questa parte non li vedevo più girare per l’ospedale dove li avevo conosciuti. Loro che mi hanno sempre trattato bene, invitato a casa a mangiare con loro. Mi spiace da matti, una famiglia così bella, spezzata. Il papà non c’è più, la mamma a Milano e la figlia a Varallo Pombia. E’ incredibile come in un anno e mezzo le cose possono cambiare così tanto sino a ribaltarsi completamente e prendere delle forme che mai avresti immaginato. Scrivo questa pagina per fare un saluto a Luciano, non vederlo più per i corridoi e non chiedergli più notizie della figlia che per me ha significato tanto mi spiazza. Quando queste notizie ti colpiscono senza che neanche tu possa immaginare o pensare. Voglio pensare che non ci siano confini tra personal computer e macbook, tra fibre ottiche e linee wirless, voglio pensare che la rete di internet sia così grande e immensa da essere raggiunta in tutto il mondo e anche oltre, tanto che queste pagine possano essere lette anche da lui, lassù. Ciao Luciano grazie di tutto.

 
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