Essere se stessi

Ultimamente ho avuto modo di osservare e verificare come noi esseri comuni mortali siamo inevitabilmente (o evitabilmente, forse è il termine giusto) influenzati da tantissime variabili presenti nella nostra vita. Siamo condizionati dalla moda, dai programmi spazzatura che la tv ci offre, dai i giornali e dalle notizie che la società ci buttano addosso. Siamo condizionati dai miti o dalle persone così chiamate V.I.P. (più che persone importanti a me piace definirle solo privilegiate) tanto addirittura da imitarle nel bene e sempre più spesso nel male. Siamo influenzati dalla massa perchè se solo sei diverso talvolta vieni escluso, buttato fuori e non considerato. Per esempio, in questi giorni ho avuto modo di vedere dei servizi in tv che annunciavano il “boom” di farfalle tatuate sull’inguine dopo “la messa in scena” avvenuta a Sanremo. E mi domando del perchè proprio ora, dopo la messa in scena di questa buffonata avvenuta durante il festival, le persone facciano kilometri di fila per farsi quel tatuaggio spesso cosi insignificante quando in realtà è sempre esistito ma nessuno se l’è mai filato. Forse perchè imitare una showgirl senza mutande ci rende persone così diverse e realizzate? Mi dovrò aspettare un boom di ragazzine che da un giorno all’altro si fionderanno per le strade senza mutande a mostrare ai quattro venti la farfallina appena tatuata? Mi è anche capitato recentemente di camminare in centro di una grande città (nel mio caso a Milano ma basta essere in qualsiasi città d’Italia per notare il fenomeno) e di vedere gruppi di ragazzini vestiti allo stesso modo, con comportamenti e atteggiamenti unificati, stesso slang e stessa modalità di pensiero, tanto che nel caso degli emo e dei truzzi hanno anche creato una parodia molto divertente a Zelig; sarà molto divertente, ma rispecchia la realtà. C’è chi per farsi accettare in un gruppo si avvicina, sfiora o tocca persino il mondo dell’alcol e della droga e sono davvero tanti i miei coetanei che si trovano in questa situazione dove c’è chi ci sta bene e comodo e non pensa alle conseguenze e chi invece non sa come venirne fuori e ha paura di chiedere aiuto a qualcuno. Insomma, per farla breve, ho quasi l’idea che a questo mondo si respiri solamente un’aria convenzionale dettata dagli standard, dagli schemi, dalla moda, dalla società e probabilmente anche da altro: tutti la pensano allo stesso modo, tutti fanno quello che fanno tutti, tutti si devono omologare alla massa perchè se solo la pensi diversamente o fai cose diverse dagli altri sei fuori dalle righe e vieni considerato un folle; “Faccio questa cosa perchè la fanno tutti, ho questo oggetto perchè ormai è di moda e non voglio essere tagliato fuori, mi comporto così perchè poi magari rientro nelle preferenze delle persone, devo essere bello e palestrato se no le ragazze non mi filano, devo leccare il sedere o fare buon viso a cattivo gioco altrimenti non riuscirò a fare successo nella vita”. Queste sono le motivazioni che si sentono di più e che oltre a fare ribrezzo fanno davvero riflettere. Io non voglio pensare che al giorno d’oggi si debba essere per forza paraculi, belli, famosi e ricchi per avere successo e sentirsi realizzati, per essere qualcuno. Tanto che non voglio credere che per interessare a una ragazza o vivere una storia d’amore bisogna per forza essere belli, muscolosi, tatuati, pieni di soldi, con una macchina bella e delle risorse economiche, tralasciando il lato della personalità e dell’impatto emotivo, almeno me lo auguro perchè se la realtà è davvero questa non so fin quanto ne valga la pena di lottare. E così, a fronte di tutto ciò, e anche di altro, da moltissimo tempo ripeto a me stesso un concetto e un valore che considero fondamentale per la mia vita e che dovrebbe essere presente anche nella vita degli altri e che, evidentemente, non tutti hanno il privilegio di avere e di seguire; la consapevolezza della nostra unicità; sono dell’idea che uno deve essere sempre se stesso, così com’è, con i suoi pregi ma anche i suoi difetti che ci rendono unici. Non devono esistere maschere sul nostro volto. Credo sia importantissimo nel corso di un’intera vita imparare, se si può, a distinguersi dalla società e dagli altri nei comportamenti, nelle idee e nei pensieri, nei fatti e nella personalità senza mai seguire un gregge per identificarci in qualcosa che non siamo o che non ci appartiene o di cui non ci riconosciamo. Ognuno di noi è unico, lo siamo anche quando non abbiamo la capacità (a causa della poca autorevolezza, della poca autostima, della poca considerazione di se, per le tante insicurezze) di dire a noi stessi quanto in realtà lo siamo, per l’appunto, unici e irripetibili. Sono convinto che nella vita di tutti giorni è importante essere anche un po’ controcorrente, non essere convenzionali, tentare di essere decisi e istintivi quando nessuno se lo aspetta e razionali quando tutti se lo aspettano, tentare di avere una visione larga su se stessi e sugli altri. E’ importante far uscire la pazzia che vive dentro di noi, la stessa pazzia che ci permette di essere sempre originali e mai banali e noiosi. E’ spaventoso anche quanto l’insicurezza e le insoddisfazioni personali ci portino a sfrecciare a grandi velocità in strade sbagliate, piene di buche, le quali ci fanno sbandare e perdere il controllo e la direzione giusta. Il nostro carattere e la nostra personalità sono dei tratti imprescindibili che derivano dalle esperienze personali pregresse vissute, quindi racchiudono successi, gli insuccessi, le delusioni, le illusioni. Ma non solo, la personalità è frutto anche di una parte biologica e genetica. Siamo così perchè siamo nati così, un po’ come se fossero dei tratti genetici fisici. Quando tentiamo di mascherare la nostra personalità con delle maschere che alle volte ci stanno strette e non ci appartengono è la fine di noi stessi. E così, spesso, l’unico modo per riconoscerci in qualche cosa è quello di imitare qualcuno, un qualcosa o una moda, o magari un nostro beniamino, oppure di essere uguali a un gruppo di persone perchè magari siamo poco originali, ci annoiamo noi in primis e poi annoiamo gli altri che vivono accanto a noi. Io non mi ritengo affatto un miracolato o un portatore di mezze verità in tasca, ma credendo fortemente al valore dell’unicità ogni giorno tento di essere unico nella mia quotidianità. Ho sempre cercato di essere unico nel modo di pensare e di agire, talvolta sbagliando. Sbagliando con me stesso, sbagliando con gli altri. Sbagliando con la vita stessa. Prendendo anche dei bei pali in faccia in tutte le sfere, dall’università, alla vita sentimentale passando per la vita di tutti i giorni. Quando mi trovo a dover avere a che fare con delle persone che puntano sempre alla perfezione in tutte le cose mi fanno paura, non mi fido di loro. Quelli che pensano di sapere tutto, che non ammettono un minimo errore o una minima sbavatura, insomma, meglio non fidarsi completamente. Così come diffido delle persone che sono sempre sicure di se stesse, mi fanno una grande paura. Non capisco e prendo le distanze dai genitori che pretendono e obbligano i figli ad essere più bravi e perfetti a scuola o nello sport, in casa o con gli amici, che ti obbligano sempre ad essere sempre il numero uno. Fortunatamente ho avuto e ho ancora tutt’oggi la fortuna di avere dei genitori che non sono mai stati così maniaci della perfezione, forse perchè probabilmente per loro era una battaglia persa, o forse no, però mi hanno sempre supportato e ancora oggi lo fanno con grande dignità e grandi energie. Ho imparato a perdere, ho imparato dalle sconfitte e dalle delusioni. Imparo e vivo grazie alle mie illusioni che mi costruisco giorno dopo giorno e che custodisco gelosamente dentro di me e che spesso sono il carburante per andare avanti. Ma lo dico tranquillamente senza ironia o senza rabbia, perchè se imparassimo a vedere le cose con altri occhi avremmo solo da guadagnarci. Mi piacerebbe vedere ed avere a che fare più spesso con persone che nella vita sono in grado di tirare fuori il loro carattere, la loro personalità a dispetto degli schemi, delle convenzioni o dei gruppi o degli ideali che la nostra società cerca di imporre prepotentemente ad ognuno di noi, un po’ come se fossimo delle macchine. Ma è anche vero che spesso si da la colpa alla società ma si dimentica che la società siamo noi. Forse il mio pensiero così irreale sfiora l’utopia, ma quello che cerco di fare io tutti i giorni è così naturale e penso che se sia in grado di farlo io possono farlo tutti. E’ così difficile provare almeno per una volta ad essere se stessi? E’ così difficile incontrare e conoscere persone che abbiano una loro personalità e un loro carattere? Ultima domanda provocatoria, ma ultima non per importanza. Chiedo forse troppo?

 
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Un pensiero riguardo “Essere se stessi

  • lunedì 5 Marzo, 2012 in 10:01
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    ciao Davide
    noi siamo l’insieme di tutto quello che hai detto, ma soprattutto siamo il frutto di tutto quello e di tutti quelli che ci hanno fatto stare bene e male, siamo il frutto delle parole dolci e delle parole cattive che ci sono state rivolte, degli sguardi teneri e di quelli che ci hanno gelano l’anima.
    Quando si “diventa grandi” ci si chiede se ci siamo proprio meritati tutte quelle cattiverie, che come macigni ci sono caduti addosso e noi per difenderci ci siamo creati un’armatura degna delle malvagità che ci hanno colpiti alle spalle…. certo, alle spalle perchè colore che ci ha fatto del male sono state, sono e saranno, quelle persone a cui abbiamo, diamo e daremo, tutto, quelle persone in cui abbiamo confidato i nostri punti deboli e loro hanno usato proprio le nostre debolezze per disarmarci……..
    Ho provato a costruirmi un’armatura sempre più resistente (alla fine lo spirito di sopravvivenza prevale), ma i punti deboli restano…. come una crepa in un vaso di terracotta……. e chi conosce quella crepa tende a puntare sempre lì…… il dolore continua a fare male.
    Bè……ma se non ricominciamo ogni volta ad amare che vita sarebbe??….. fa niente se il nostro Amore non è contraccambiato… Amare gli altri fa bene a noi stessi, è questo che non dobbiamo dimenticare!!!!

     
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