Imparare a non prendersi sul serio

Ragazzo, impara nella vita a non prenderti troppo sul serio“. E’ la frase che da qualche tempo a questa parte staziona fissa nella mia testa, come se rimbombasse dentro di me da mattino sino a tirar sera. E’ da qualche settimana che sto scrivendo questa paginetta, ed è avvenuto ciò che è si è realizzato altre rarissime volte quando ti ritrovi a passare dalla brutta alla bella copia per poi ritornare alla brutta copia e cancellare, aggiungere nuovi pezzi, cambiare frasi per poi non essere soddisfatto e non saper cosa scrivere oppure addirittura riscrivere concetti diversi anche a distanza di pochissimo tempo. Poi destino vuole qualche sera fa ho ascoltato una intera trasmissione radiofonica dove parlavano appunto di ciò che da settimane e settimane cercavo di mettere in ordine nella mia testolina. Evidentemente quando si cerca di parlare o di scrivere di un qualcosa che parte e nasce in primis da noi, dal nostro mondo interiore e dai nostri stati d’animo e dal nostro vissuto è molto difficile mettere in ordine i pensieri e buttare giù due righe. Forse anche questa è una questione legata dal fatto che nella vita è meglio non prendersi mai troppo sul serio, anche se devo dire che è un equilibrio che forse, e dico forse, ho raggiunto solo qua su questo piccolo spazio virtuale ma che, in realtà, nella vita reale e monotona di tutti i giorni è una meta ancora sconosciuta e molto lontana per me. Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio – diceva un saggio. Ma anche Pasolini disse che la serietà è la virtù di chi non ne ha altre. L’ironia, invece, è sintomo di una mente lucida e vividamente critica. Il non prendersi troppo sul serio nella vita è paragonato a un valore che personalmente a tratti non ho o credo di non avere e siccome per l’appunto ancora oggi ne sono privo e non lo possiedo completamente, mi piacerebbe da autodidatta imparare se possibile da solo a costruirmelo da me con le mie forze e con le mie risorse, partendo magari da una semplice paginetta che contiene i pensieri più confusi di una persona ancora più confusa dei suoi pensieri stessi. Sono convinto che il prendersi in giro da soli, l’avere un distacco parziale o totale delle cose che ci succedono in tutti gli istanti, lo specchiarsi più volte davanti ad un grande specchio e prendersi in giro, ridere di se, ridere dei propri difetti o dei propri sbagli, farsi le boccacce allo specchio e fissare nella testa un concetto fondamentale, cioè quello di ridere e vivere di più senza mai farsi troppe domande possa aiutare nell’ardua impresa. Una grossa impresa, almeno per me. Ridere di se e farsi scivolare le cose negative che ci accadono non è facile. Quando qualcuno con la sua superficialità e la sua, appunto, leggerezza, tocca delle sfumature e dei lati che fanno parte del mio modo di essere e del mio mondo interiore difficilmente, ora come ora, sono in grado di riderci su. Lo stesso magari avviene quando mi succedono delle cose poco favorevoli, quelle che poi comunemente vengono chiamate “sfighe”. Soprattutto i comportamenti da parte di altri che poi si trasformano in me nel sentimento più comune ma anche più complesso di delusione e illusione. Sono una persona che ci riflette e ci rimurgina su magari anche giorno e notte. Classico stato di chi possiede ironia verso gli altri ma che allo stesso tempo non sa cosa sia l’autoironia. Avere l’autoironia è un po’ come avere un carattere estroverso. O ce l’hai, o non ce l’hai. Se non ce l’hai sei introverso. Non avendo nè un carattere estroverso e nè l’autoironia non sono nemmeno a metà strada e sono un caso disastroso così come in tutte le cose. Però, a differenza di un carattere o di una personalità che è difficile se non a volte impossibile cambiare perchè parte integrante di noi, imparare ad essere più autoironici è già un qualcosa di più fattibile e con un po’ di esercizio secondo me si riescono ad ottenere grandi risultati. Imparare ad essere in grado di farsi scivolare addosso le cose con estrema facilità senza incassarle e metabolizzarle imparando a volare più in alto per far si che tutte le cose che ci accadono siano in qualche modo più leggere e disincantate. “La leggerezza più pura è quella di poter volare al di sopra di ogni cosa con la consapevolezza di poterlo fare”. Altro problema concatenante è la troppa importanza. Dare troppa importanza a persone o cose che magari ci fanno solo perdere del tempo e non darne a chi davvero se lo merita o anche a noi stessi. Spesso mi è capitato di rimanere male per alcuni comportamenti e mi sono reso conto dopo di quanto tempo ho perso dando appunto grande importanza e l’aver dedicato tutto il mio tempo a quelle cose o quelle persone che mi avevano colpito, ferito e fatto star male. Bisognerebbe evitare di farsi condizionare da quello che gli altri pensano facendoci scivolare il giudizio degli altri e di chi magari neanche ti conosce. Bisognerebbe evitare di dare troppa importanza alle apparenze. Sono appunto apparenze, e spesso queste ti fanno vedere cose che non esistono e ti portano in strade totalmente sbagliate e diverse dalla realtà. Dovrei imparare a non dare troppa importanza a quelle persone che giocano con i tuoi sentimenti, con le tue debolezze. A quelle persone che magari speri in un qualcosa in più ma che nell’inconscio sai che nulla si verificherà, meglio vivere con i piedi per terra e basta saper aspettare. A quelle che magari te lo fanno credere ma che in realtà non sanno neanche loro cosa vogliono nella loro vita. Mai dare troppa importanza all’amore, alla relazione al tuo partner. Sarebbe meglio evitare di contare troppo sull’altro o sull’altra. E’ possibile (e al giorno d’oggi si verifica molto spesso) che un giorno ti ritroverai solo e magari contro tutti, e i pilastri costruiti col tempo e con fatica li vedrai cadere tutti insieme e ciò che rimarrà sarà soltanto il vuoto. Più nessuna certezza. Mai dare troppa importanza ai complimenti che la gente ti rivolge, i complimenti costano poco e certe volte non valgono di più.. quello che valiamo lo sappiamo soltanto noi e nessun’altro se non le persone più care. “Dai il giusto peso alle cose e prendi solo il meglio”. Ma la domanda che mi faccio costantemente è proprio questa: Come si fa a imparare ad essere leggeri nella vita, essere poco pesanti e imparare a non farsi quelle che a Roma si chiamano “pippe mentali”? Come si fa a imparare a dare il giusto peso e la giusta importanza alle cose e alle persone? Una ricetta o una formula magica purtroppo (o per fortuna) non credo che esista, sarebbe troppo facile così. Spesso pensiamo anche che le cose che accadono agli altri siano migliori di quelle che accadono a noi. Ammetto di averlo pensato più volte anch’io nel corso di questi anni e a volte ancora oggi di esserne anche certo. Ma evidentemente se riuscissi e riuscissimo tutti quanti a prendere la vita un pò più di petto, con quel disincanto, con quella leggerezza, con quella misurata e giusta ironia seguita da quel distacco forse questi pensieri non si verificherebbero più, si vivrebbe con meno rimorsi, meno colpe, forse anche meno errori. Ma cosa vuol dire vivere la vita con leggerezza? Forse il fatto di non dare molto peso alle cose che ci circondano perchè porre troppa attenzione al mondo esterno e agli altri può fare male. E devo dire la verità, io di leggero non ho proprio niente. Anzi, sono pesantissimo, pesantissimo prima con me stesso e poi anche con gli altri, ma nella vita so di essere anche abbastanza cazzaro tanto quanto serve nei momenti giusti e questo forse mi salva. Sarebbe bello quindi imparare a porre più attenzione a se stessi, volersi più bene e non aspettare che siano solo gli altri a farlo nei nostri confronti, riconoscendo anche il nostro valore cambierebbe l’energia, quella sottile e impercettibile energia che permette alle altre persone più in sintonia con questa nostra energia ad avvicinarsi a noi. Tutto ciò che rende irrisolto e complesso il nostro stato d’animo secondo me nasce proprio da questo, dal fatto che noi guardiamo gli altri tant’è che io spesso lo riconosco, indosso sempre più spesso i panni da “grande osservatore” mentre mi autorimprovero perchè nella vita non bisogna essere soltanto osservatori ma ci si deve rendere anche protagonisti, ci si deve sporcare le mani, bisogna osare e rischiare e prendere la vita di petto. Invece c’è chi, nella sua varietà di dubbi e domande, non si piace o non ha ancora imparato ad accettarsi così per com’è, pensando che le cose belle e le emozioni più forti che vivono gli altri non potranno mai essere vissute in prima persona e quindi non potrebbero mai accadere. Invece ho capito col tempo, con le delusioni e ascoltando anche le storie degli altri, che nella vita basta alzarsi una mattina, una mattina qualunque che magari assomiglia a tutte le altre, e cominciare a guardare il mondo con occhi nuovi perchè la vita è più fantasiosa di ognuno di noi e sarà in grado di ripagarci e di restituirci quello che meritiamo. Forse ciò che ho scritto può sembrare patetico così come il 99% delle cose che dico, penso e soprattutto scrivo, ma in verità non lo sono e non lo vogliono essere. Forse la penultima frase scritta sembra soltanto un pensiero utopico, può anche essere che sia così, ma a 24 anni suonati mi piace pensarla così.

 
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7 pensieri riguardo “Imparare a non prendersi sul serio

  • giovedì 13 Settembre, 2012 in 17:27
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    eeeeh si bisogna essere leggeri per saltare gli ostacoli. puoi svegliarti ogni mattina sperando che sia un giorno diverso e speciale , ma la differenza la puoi fare sempre e soltanto tu . cheeeesee 😀

     
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  • mercoledì 26 Giugno, 2013 in 23:33
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    interessante…c’è un seguito a questi pensieri??

     
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  • lunedì 23 Dicembre, 2013 in 22:06
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    bello davvero sorattutto ora che sto qui a rimuginare su questo avrei dovuto fare quello sbaglio sempre tutto etc..
    sul fatto di volerci bene di non dare un peso vitale a quello che succede
    a mantenere un nostro equilibrio

    grazie ancora e buon Natale:)

    Annina

     
    Risposta
  • sabato 16 Aprile, 2016 in 14:08
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    Mi ritrovo in un periodo della mia vita ed in una situazione in cui le tue parole calzano a pannello.. Che dirti. Sono come te, penso alla lettera ogni cosa e ci assomigliamo per come vediamo il mondo e per come ci poniamo. Spero tu possa essere riuscito a superare il tuo periodo e che ora vada meglio. Buona vita:)

     
    Risposta
  • martedì 14 Novembre, 2017 in 21:58
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    Quello che hai scritto non è per niente patetico …anzi ! è molto interessante sopratutto per l’età che hai . Continua a scavare 😄

     
    Risposta
    • mercoledì 15 Novembre, 2017 in 09:19
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      Grazie Salvatore, sono passati ormai degli anni da quando ho scritto questa paginetta… e devo dire a furia di scavare ho quasi trovato il petrolio 🙂
      Sto lavorando a una nuova versione del blog, spero di mandarla online dal 1 dicembre. Se vuoi essere ancora dei nostri ti aspetto sul nuovo blog. Indirizzo nuovo e ulteriori info saranno postate su questo blog nei prossimi giorni! Grazie per tuo commento!

       
      Risposta

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