“Ragazzo, impara nella vita a non prenderti troppo sul serio“

“Ragazzo, impara nella vita a non prenderti troppo sul serio“.

E’ la frase che da anni rimbomba nella mia mente, come se fosse marchiata indelebilmente dentro la mia testa.
Dopo anni sono arrivato alla conclusione che nella vita è meglio non prendersi troppo sul serio.

Riporto alcune citazioni per rimanere in tema:

“Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio” – diceva un saggio. Pasolini invece scrisse che “la serietà è la virtù di chi non ne ha altre. L’ironia, invece, è sintomo di una mente lucida e vividamente critica”.

Il non prendersi troppo sul serio nella vita è senza dubbio un valore che io personalmente non possiedo. Sapendo appunto di non esserne in possesso, mi piacerebbe da autodidatta imparare a costruirmelo da solo, con le mie forze e con le mie risorse, partendo da questa semplice paginetta che contiene i pensieri confusi di una persona ancora più confusa dei suoi pensieri stessi (scusate il gioco di parole).

Sono sempre stato convinto che il prendersi in giro da soli, l’avere un distacco parziale o totale delle cose che ci succedono tutti i giorni, lo specchiarsi più volte prendendosi in giro e, perchè no, facendoci anche le boccacce e ridere di se, dei propri difetti e dei propri sbagli, ci aiuti a comprendere un concetto di base fondamentale che dovremmo tenere sempre a mente e che spesso dimentichiamo, cioè quello di ridere e vivere di più senza mai farsi troppe domande e senza essere troppo bacchettoni con se stessi. Esattamente il contrario di come lo sono io con me stesso.

Per quanto mi riguarda sono sempre stato un gran “autobacchettone” anche nei casi in cui non avevo colpe o responsabilità, infliggendomi da solo delle “condanne” che hanno sempre portato tante negatività in me e nei miei stati d’animo.

Ridere di sé e farsi scivolare le cose negative che ci accadono all’improvviso non è di certo facile. Quando qualcuno, con la sua superficialità e/o la sua leggerezza, va a toccare delle sfumature e dei lati che fanno parte del mio mondo interiore e del mio modo di essere difficilmente sono in grado di riderci su. E sfido chiunque a farlo, così a “freddo”.

Esistono comportamenti da parte di altre persone che si trasformano nel sentimento più comune, ma anche più complesso, di delusione e illusione. Ho notato che questo succede spesso quando tendo (tendiamo nel caso più generale) ad innalzare “l’asticella” delle aspettative sulle persone o sulle cose che ci circondano o ci succedono.

Quante persone che pensavamo fossero amiche poi con l’andare del tempo ci hanno deluso? Più le aspettative sono alte in una persona e più è alto il rischio che queste aspettative si trasformino in mancate aspettative, e quindi in seguito a delusione ed illusione.

Sono una persona che riflette e rimurgina giorno e notte; in qualsiasi cosa, sia che si tratti di una cosa bella che mi rende felice e sia, soprattutto, che si tratti di un qualcosa di brutto o spiacevole. Classico stato emotivo di chi possiede ironia verso gli altri ma che allo stesso tempo non sa cosa sia l’ironia verso se stessi. Avere l’autoironia è un po’ come avere un carattere estroverso: secondo me o ce l’hai o non ce l’hai. Non esiste una via di mezzo. Se non ce l’hai sei introverso. Non avendo nè un carattere estroverso e nè autoironia, si può dire ufficialmente che sono un caso disastroso. Ma voi non fate come me!

Allo stesso tempo però penso che, a differenza del carattere o della personalità che è difficile o quasi impossibile cambiare poichè parte integrante di noi stessi, imparare ad essere più autoironici possa essere già più fattibile con un po’ di esercizio quotidiano, magari raggiungendo buoni risultati nel tempo.

Tutti noi dovremmo quindi imparare a gestire tutte quelle situazioni brutte o scomode che ci accadono durante le giornate ed essere in grado di farsele scivolare addosso con estrema facilità, senza incassarle e/o metabolizzarle troppo o comunque non in modo patologico.
Bisognerebbe imparare a volare più in alto per far si che tutte le cose che ci accadono siano in qualche modo più leggere e disincantate di quel che sono realmente.

“La leggerezza più pura è quella di poter volare al di sopra di ogni cosa con la consapevolezza di poterlo fare”.

imparare a non prendersi troppo su serio   imparare a non prendersi troppo su serio

La domanda che mi faccio costantemente è proprio questa: come si fa a imparare ad essere leggeri nella vita e imparare a non farsi quelle che a Roma vengono chiamate “pippe mentali”? Come si fa a imparare a dare il giusto peso e la giusta importanza alle cose e/o alle persone? Una ricetta o una formula magica purtroppo (o per fortuna) non credo che esista, sarebbe troppo facile così. Credo ci voglia tanto coraggio, tanta voglia di cambiare e tanto allenamento mentale.

Spesso mi viene da pensare che le cose che accadono agli altri siano sempre più belle e migliori di quelle che accadono a me. E ancora oggi sposo questa convinzione. Sono anche convinto che se riuscissi (io) e riuscissimo tutti quanti a prendere la vita un pò più di petto, con quel disincanto, con quella leggerezza, con quella misurata e giusta ironia e seguita da quel sano distacco, forse si vivrebbe con meno rimorsi, meno colpe e forse anche meno errori.

Il vero segreto è quello di vivere con leggerezza e detto da me che di leggero non ho proprio niente potrebbe far ridere. Una nuova sfida e promessa: imparare a porre più attenzione a se stessi e volersi più bene. E questo posso (e possiamo) farlo già da subito perchè basta alzarsi una mattina, una mattina qualunque che magari assomiglia a tutte le altre, e cominciare a guardare il mondo con occhi nuovi.

 Davide
davide@dadelandia.net

 
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