Corinaldo. Il dolore immenso di una strage così assurda.

Fiori, nastri rossi e dolore. Tanto dolore. E’ ciò che rimane dalla strage di Corinaldo. Ci domandiamo come sia possibile morire così stupidamente ad un concerto.
Ad un concerto è concesso perdere la voce, non la propria vita.
Si dice che non doveva essere esattamente un concerto, ma bensì una semplice ospitata. Ma il concetto non cambia. Non si può morire così.

Io non sarei mai andato ad un concerto di Sfera Ebbasta, già il modo in cui si fa chiamare mi fa venire la nausea. Però nella mia vita a qualche concerto ci sono stato, e pensare che avrei potuto rischiare di non tornare più a casa mi fa rimanere male; proprio come mi fa male pensare a quelle 6 giovani vite svanite per sempre nel giro di pochi secondi. Ma se consideriamo le persone ricoverate in ospedale il numero aumenta. Aumenta il dolore, aumenta la sofferenza. E aumenta la rabbia, perchè nel 2018 queste cose non possono succedere.

Chissà quanti locali in tutta Italia hanno venduto e vendono ancora oggi il doppio o il triplo dei biglietti per racimolare più soldi possibile, infischiandosene della capienza massima del proprio locale o delle norme di sicurezza da rispettare.
Non è mai successo nulla e l’hanno sempre fatta franca. Ma siamo in Italia, prima che qualcuno possa fare davvero qualcosa, prima che un qualcosa di sbagliato diventi clamoroso, deve sempre scapparci il morto.

Non voglio entrare nel dettaglio della cronaca, ovvero del numero di biglietti in più venduti rispetto alla capienza reale della discoteca in questione (venduti 1350 biglietti per un locale da 469 posti), delle norme di sicurezza che sicuramente non sono state rispettate, delle uscite di sicurezza sbarrate per poi arrivare alle incongruenze orarie del rapper: era atteso per le h. 22 alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, ma alle 00.40 il rapper si trovava ancora “all’Altro Mondo” di Rimini, in quanto aveva in programma un’altro evento quasi in contemporanea. La distanza tra Rimini e Corinaldo è di 120 km, e quindi di 1 ora e poco più di macchina. Ma è più che lecito farsi delle domande, magari alcune anche senza risposta.

A Corinaldo ragazzini e genitori hanno aspettato per ore e ore, inutilmente, prima della tragedia.

Come può essere che nessuno dello staff, della dirigenza o degli organizzatori della discoteca, o chi per loro, abbia avvisato ragazzini e genitori del forte ritardo essendo quasi notte fonda?

Possibile che i genitori, stufi di aspettare in piena notte, non abbiano ricaricato i propri figli minorenni in macchina per andare a casa a dormire?

Non conoscendo molto questo “artista” e non essendo affatto amante di quella “musica” (tutto è tranne che musica) sono andato a ricercare alcune delle sue canzoni più “famose” e quello che è uscito fuori fa ribollire il sangue.

Ecco alcuni pezzi dei testi delle sue canzoni:

<“Hey tipa. vieni in camera con me! […] la tua tipa mi guarda, ah dubito che voglia solo fare amicizia, mi vuole subito (Wow!) mi vede e dice “WOW” e le sue amiche “WOW” santarelline ma a me mi sembra Bendhouse, Quanto sei porca dopo una vodka […] lasciami il numero e se mi ricordo magari un domani ti richiamerò, io non lo so cosa ti faccio però mi cerchi, lo so che ti piaccio sono una merda ragiono col cazzo, oggi ti prendo, domani ti lascio. Hey tipa! vieni in camera con me! e portati un’amica po-portati un’amica! […] Hey troia! vieni in camera con la tua amica porca quale? quella dell’altra volta.>

Un’altra canzone invece recita:

<Entra dentro la mia testa, yah sto col culo su una, su una Tesla, addosso ho roba pesante (Yah, yah, yah) […] Ho visto le guardie lì a destra, uh in tasca ho una cosa che, no, frate’, non è concessa, uh (Skrrt, skrrt) […].

E qui, sinceramente, mi fermo. Ma potrei andare avanti all’infinito.

Sicuramente la giustizia farà il suo corso, e questo pseudo cantante non essendo presente fisicamente al momento della strage non ha colpe. Però riflettendoci bene, credo che il responsabile di tutto non sia solo uno. Sicuramente chi ha usato lo spray al peperoncino ha delle grosse colpe in quanto ha scatenato una serie di eventi incontrollabili. Tuttavia siamo sicuri che SOLO questo ragazzino sia il male di tutta questa storia così assurda?

Responsabili lo sono tutti, dal primo all’ultimo. Dal ragazzino che ha spruzzato lo spray al peperoncino, allo staff che ha venduto (e quindi fatto entrare) il doppio delle persone che effettivamente potevano entrare, fino ad arrivare anche ai GENITORI. Sebbene questi ultimi non abbiano violato nessuna legge, avevano -e hanno- una responsabilità diretta di tipo morale.

Con quale coraggio tu, genitore, porti tuo figlio/a di 11/13/15 anni all’1 di notte in discoteca per andare a vedere e ad ascoltare un tizio che con le sue “canzoni” inneggia i più piccoli all’uso di droghe sintetiche, all’abuso dell’alcol, allo sfruttamento della donna considerata soltanto come un oggetto sessuale, all’esaltazione della ricchezza facile e del Dio denaro?

Lo sapevano o no quei genitori a cosa sarebbero andati incontro? Si saranno mai chiesti chi diavolo era questo Sfera Ebbasta?

Valeva la pena stare ore ed ore ad aspettare quel cattivo esempio per i propri figli?

I genitori di quei ragazzi si sono resi conto di ciò che ascoltano i propri figli?

Per carità, la fatalità capita ovunque e con chiunque (anche se si fosse trattato di un concerto di Adriano Celentano, per esempio), ma a mio modesto parere qualcosa non torna. C’è qualcosa che non va! Non posso accettare che un genitore porti il proprio figlio/a minorenne di 11 anni in una discoteca dove il tema centrale della serata è quello del sesso, dei soldi, della droga, del successo e della fama. Non lo posso proprio concepire, perchè semmai un giorno dovessi fare questo a mio figlio, mi sentirei una merda. Una gran merda. Mi fari schifo da solo.

Non ci sono più i genitori di una volta. Ormai il genitore ha perso il suo ruolo di, appunto, GENITORE -insegnante e sostenitore-, per diventare l'”amico” del proprio figlio. Una generazione di adulti che di adulto non ha nulla. Una generazione che non è in grado di essere un punto di riferimento e di esempio per la crescita e la tramissione di ideali e valori per i propri figli.

Hanno accompagnato i loro figli perchè non sapevano chi fosse sto tizio (dubito perchè altrimenti non avresti accompagnato tuo figlio in piena notte in una discoteca) o li hanno accompagnati solo per la paura di non dire “NO” ai propri figli?

Qualunque sia la risposta, resta l’amarezza del pesiero di vite spezzate. Resta il pensiero di centinaia di minorenni che hanno perso il diritto di vivere con leggerezza un’età che DEVE essere leggera. Resta il pensiero che se non impariamo noi per primi a dare l’esempio alle nuove generazioni, andremo incontro a morti precoci e violazioni di diritti e valori. E’ arrivato il momento che gli adulti smettano di fare i ragazzini e comincino a diventare le guide di questi ultimi.

 
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