Gimmi Ridimmi. Il registratore più famoso degli anni ’90

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Vorrei inaugurare questa nuova “rubrica” (quanta nostalgia, sigh sigh) rispolverando la mia memoria e dando spazio ad un piccolo aggeggio elettronico supertecnologico che rapì la mia attenzione. Avrò avuto all’incirca 6/7 anni. Non ricordo esattamente l’anno di uscita, sicuramente presumo la prima metà degli anni ’90. Ancora oggi quando ripenso a quel periodo della mia vita lontano anni luce, ho dei piccoli frammenti di ricordi di un’intera vacanza al mare passata interamente a piangere in spiaggia, come forma di ribellione verso i miei genitori che non me lo volevano comprare. Speravo che qualche altro villeggiante, vedendomi così affranto e chiedendomi cosa mi facesse stare così male, convincesse i miei a comprarlo. Ovviamente il mio piano diabolico non si avverò mai.

Quel giochino mi faceva impazzire e mi attirava tantissimo. I miei genitori all’epoca fecero bene a non comprarlo, probabilmente Gimmi Ridimmi avrebbe fatto la stessa fine che facevano tutti i miei giocattoli; dopo averli usati 3/4 volte li avrei abbandonati nel cassetto del dimenticatoio senza mai più usarli. Gimmi Ridimmi è stato uno dei giochi che ho desiderato di più in assoluto ma che, purtroppo, non ho mai avuto. Non era nient’altro che un piccolo dispositivo elettronico di plastica a forma di radiolina. Sulla scocca erano presenti due tastini in gomma, quello sulla sinistra permetteva di registrare un brevissimo messaggio vocale, quello sulla destra ci faceva riascoltare il messaggio appena registrato.

Nella fantasia di un bambino, i due tastini rappresentavano gli occhi e al di sotto era disegnata una bocca, come se il gioco in sé rappresentasse un piccolo e buffo finto essere vivente.
In alto c’era una piccola e non molto potente cassa audio, che riproduceva l’audio in uscita.
Gimmi RidimmiLo si poteva portare sempre dietro con sé, era così piccolo che stava comodamente nella tasca dei pantaloni. Era essenzialmente un piccolo registratore vocale, si potevano registrare solo brevi messaggi che duravano al massimo 6 secondi. Si poteva in seguito riascoltarli all’infinito aumentando o diminuendo la velocità dell’audio e creando degli effetti che all’epoca erano divertenti e geniali.
Sì, all’epoca, perché stiamo parlando dei primi anni ’90 e quello che Gimmi faceva ieri, oggi è scontato e banale. In quegli anni era un qualcosa di altamente tecnologico e incredibile.

Al giorno d’oggi non avrebbe più senso produrre Gimmi.

Ormai qualsiasi dispositivo elettronico, da un semplice cellulare fino ad uno smartphone o un PC, riuscirebbe senza problemi a fare quello che faceva Gimmi. Al giorno d’oggi, ogni smartphone ha il suo registratore incorporato che ci permette di registrare ore e ore di voce e ci consente, in viva voce, di riascoltare tutto il contenuto salvato.

Esistono anche delle applicazioni che sono in grado di trasformare il tono della voce. Senza fantasticare troppo, persino i messaggi vocali di WhatsApp funzionano più’ o meno allo stesso modo.

Prodotto dalla famosissima Gig, rilevata poi nel 1999 dall’attualissima Giochi Preziosi, ormai Gimmi Ridimmi fa parte di un passato che non esiste più, molto lontano da noi.
Negli anni susseguirono altri giochi più tecnologici, come per esempio il robot Emiglio (di cui a breve pubblicherò un articolo). 

Mi piacerebbe recuperare da qualche parte gli ultimi resti, ma ormai sulle piattaforme di negozi online non c’è traccia. Forse qualche possibilità c’è se si cerca in qualche mercatino dell’usato fisico oppre sul web. L’unico motivo per cui vale la pena cercarlo e conservarlo è quello di avere una vetrinetta in cui metterci al suo interno gli oggetti del passato, una sorta di piccola collezione per i nostalgici come me.

Gimmi Ridimmi

 
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