Blu: il futuro che non c’era. E non c’è mai stato.

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logo blu telefoniaVi ricordate di Blu? Impossibile dimenticarsela.
Sarà per il nome così semplice e corto che richiama uno dei colori primari.
Sarà per gli spot pubblicitari, curati in ogni minimo particolare e con un significato che andava oltre a quello che poteva sembrare semplice pubblicità.
Sarà per il logo, quella specie di occhio dai contorni di color blu che ci faceva sentire un po’ osservati e quasi a disagio. Sarà perchè appartiene ad un passato ormai anni luce lontano da noi.

Oppure sarà merito del claim aziendale: blu: il futuro che non c’era. E difatti, il futuro non c’è mai stato.

Blu è stata una società di telefonia mobile fondata nel 1999 e operativa soltanto dalla prima metà del 2000, nata da una partnership tra diversi enti, quali società Autostrade, British Telecom, Mediaset e Benetton.

I dati iniziali per quanto riguardava i clienti erano buoni. Quattro mesi dopo aver iniziato ad operare ufficialmente sulle frequenze GSM ed essere entrata nel mercato della telefonia mobile, blu poteva contare su 430 mila nuove attivazioni; ben oltre le aspettative iniziali.

Blu, così come tutte le altre aziende di telefonia esistenti in quel periodo, puntava tutto sull’UMTS, ovvero sulla tecnologia che tutti noi conosciamo col nome di terza generazione (3G). Nel 2000 i telefoni venivano utilizzati soltanto per telefonare e per mandare sms, ma le compagnie telefoniche avevano capito che puntare sul futuro, e quindi su internet e sulla tecnologia 3G, era strettamente necessario se si voleva soffermarsi nel mercato telefonico. In quegli anni si utilizzavano ancora i vecchi cellulari GSM, ma è chiaro che da lì a poco fosse prevista un’evoluzione, cioè quella della nascita degli smartphone (il primo IPhone, per esempio, è nato nel 2007). Non più solo telefonate e sms ma anche gestione dati e internet. Questo avrebbe permesso di fare col telefono ciò che sostanzialmente facciamo oggi.

Viene aperta un’asta sulla distribuzione delle licenze Umts; quest’ultime erano 5 ma le compagnie telefoniche però risultavano essere 6. Nel 2000 erano Tim, Omnitel, Wind, Ipse (Acea telefonica), h3g (3 italia) ed infine Blu.

Ma quest’ultima improvvisamente e inaspettatamente si ritira dalla gara e rimane fuori, cosicché gli altri operatori rimanenti (essendo rimasti in 5) si accaparrarono le 5 frequenze Umts ad un prezzo stracciato.

Blu sapeva benissimo che senza licenze Umts (3G) non avrebbe fatto molta strada, in quanto da lì a poco le tecnologie si sarebbero evolute e lei sarebbe rimasta indietro.

Nei mesi successivi si scoprì il vero motivo per cui Blu improvvisamente si ritirò: derivò tutto per una questione di cessioni di azioni e di interessi.

Blu si trovò quindi a affrontare una “crisi” e l’unica soluzione trovata fu quella della fine.

In pochissimo tempo l’azienda viene “sciolta” e venduta a pezzi agli altri operatori. I dipendenti che fino al giorno prima lavoravano per blu vennero accorpati e assunti dalla Wind e Tim, mentre i clienti di blu vengono ceduti completamente a Wind.

Il marchio Blu è tutt’oggi in mano a Wind Tre che ovviamente lo ha lasciato in sospeso e non lo ha più preso in considerazione.

Nel 2002 si spegne ufficialmente il segnale GSM e blu cessa di esistere. È l’inizio del vero “futuro che non c’era”.


-> LA PUBBLICITA’ MASSIVA:

Durante l’attività di blu, l’azienda puntò molto sulla pubblicità su carta e sulle reti televisive nazionali. Creò ad hoc degli spot pubblicitari che a mio modo di vedere andavano oltre la pubblicità stessa del marchio. Sembravano spot da “Il senso della vita” e furono molto particolari, difficili da dimenticare così facilmente.

Nel primo spot in assoluto, dal gruppo di spermatozoi in movimento, se ne stacca uno diverso dagli tutti gli altri, di colore blu, riuscendo a raggiungere un ovulo e a fecondarlo. Improvvisamente l’ovulo si trasforma nel logo aziendale e la voce narrante di sottofondo che annuncia ufficialmente la nascita di blu, il futuro che non c’era.

I successivi spot sono caratterizzati dalla nascita e dalla presenza di un bambino piccolo e da una risata di bambino contagiosa e allegra prima della fine di ogni spot pubblicitario. Ad ogni spot il bambino cresce sempre di più (rappresenta la crescita dell’azienda e la sua sfida nel mondo delle telecomunicazioni).

A seguire ne sono stati creati alcuni con i cartoni animati, molto belli e nostalgici, con tematiche della vita di tutti i giorni.

-> CURIOSITA’:

Ecco alcune curiosità su Blu:

    • Il segnale GSM proprietario di Blu era attivo solo nella città di Milano. Nelle altre città italiane veniva utilizzato il segnale GSM degli altri gestori secondo un accordo di roaming nazionale. La copertura iniziale fu scarsa, presente solo nelle grandi città e rimasero fuori i paesi più piccoli e le zone rurali.
    • I prefissi telefonici utilizzati dalla compagnia furono i seguenti: 380, 388 e 389. Wind ancora oggi, per alcune nuove attivazioni delle sue SIM, utilizza i prefissi ereditati da Blu nel lontano 2002.
    • Blu fu il primo operatore telefonico che permetteva di scegliere il numero di telefono in fase di registrazione di una nuova SIM.
    • Il nome Blu fu scelto dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
    • Dopo la fine di Blu, chiamando il 198 (il numero di assistenza clienti), si poteva udire il messaggio da parte di Wind ai ormai ex clienti Blu:
      “Desideriamo comunicarti che da oggi in qualità di cliente Blu entri a far parte di Wind, una realtà ricca di nuovi interessanti servizi. Con Wind manterrai il tuo attuale numero di telefonino e se hai una carta ricaricabile anche il credito telefonico residuo, disponibile al momento del passaggio. In più Wind ti ha riservato una speciale e vantaggiosa offerta. Dal 15 ottobre ti forniremo tutti i dettagli relativi all’offerta e al passaggio in Wind e saremo a tua disposizione per garantirti la continuita’ del servizio. Benvenuto in Wind.”
 
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