StarTAC: IL RE di tutti i cellulari vintage

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startac cellulareLo StarTAC. Un nome, un mito.
Severamente vietato non ricordarselo se hai più di 30-40 anni. Se ne hai meno di 25 sei giustificato, in quanto la prima versione uscì esattamente 23 anni fa, nel lontano 1996.

StarTAC fu un telefono cellulare rivoluzionario, progettato e presentato da Motorola che in quegli anni fu leader sul mercato della telefonia mobile.

Considerato un vero e proprio status symbol, nel ’96 ci fu la massima diffusione ed espansione del mercato della telefonia cellulare e lo StarTAC rappresentò l’evoluzione vera e propria, poiché fu un telefono diverso da quelli già esistenti (pochi ma c’erano).
Lo starTAC: non un, ma IL telefono più piccolo e più leggero al mondo, in quanto il suo peso si aggirava soltanto intorno ai 112 grammi.
Il primo telefono in assoluto in quegli anni ad essere così piccolo e tascabile.
Con il suo design elegante e caratteristico, fu il primo cellulare “a conchiglia”.
Era un telefono molto costoso, dato che al momento del lancio il valore si aggirava intorno ai 2.500.000 mila lire. Non tutti potevano permetterselo.

Furono progettati e costruiti diversi modelli StarTac.
Il primo modello in assoluto, uscito nel ’96, si chiamò StarTAC Etacs e funzionava con la vecchia tecnologia analogica Etacs.
Presentava un display led rossi (non aveva un vero e proprio display LCD), aveva l’antenna estraibile ed era a forma di “conchiglia”. Un pannello ricopriva il vero corpo del telefono e si apriva verso l’alto per dare spazio allo speaker per ascoltare il proprio interlocutore. All’interno erano presenti i tasti fisici per comporre il numero.

La batteria si trovava all’esterno, precisamente ancorata nella parte esterna del pannello. La ricezione di questo telefono era ottima, prendeva anche nelle cantine e nei sottoscala ed era affidabilissimo. Aveva il led di stato posto sulla scocca superiore che si accendeva quando il telefono era acceso e collegato alla rete. Si potevano memorizzare fino a 100 numeri in rubrica. Le funzioni di questo telefono non erano tante. Si poteva solo fare telefonate e cercare i numeri in rubrica attraverso un tastino laterale nella parte sinistra del telefono. Aveva un ottimo audio e una durata della batteria ridicola. Faceva 12 ore in standby e non superava i 40 minuti di conversazione telefonica. 

La seconda versione del telefono fu lo StarTAC 75 e venne lanciato nel 1997. Molto simile al precessore, l’unica differenza era nello schermo display. Da led rossi si era passati ad un LCD con matrice attiva.  Successivamente arrivò lo StarTAC 85, uscito nel 1998 con colorazioni differenti ed equipaggiato con un display grafico.
Gli utlimi due modelli erano più spessi del primo modello Etacs poiché presentavano l’alloggio per l’inserimento delle vecchie schede sim in formato grande. Le sim utilizzate erano simili alle carte di credito dei giorni nostri. 

Identico design, presentava il tasto menù che apriva un menu grafico dove era possibile settare le impostazioni generali del telefono. Comunque le funzioni anche in questo caso erano pochissime. 

Oltre alle classiche telefonate, con la versione 85 era possibile inviare e ricevere messaggi di testo (SMS). Entrando nella sezione messaggi, attraverso il menu del telefono, era possibile comporre piccoli messaggi di testo attraverso la tastiera del telefonino. Furono molte le limitazioni tecniche che si andava incontro. Una di queste sicuramente era l’impossibilità di accedere alla rubrica del telefono per inviare un messaggio. Bisognava ricordare il numero a memoria e inserirlo “a mano” dopo aver digitato l’sms. 

Presente il led di stato e il meccanismo di apertura e di chiusura del pannello era ottimo. 

Il modello successivo allo StarTAC 85 fu lo StarTAC 130.
Venne rivisto sia per quanto riguarda l’estetica e sia riguardo il software. Fu dotato di un alloggio per SIM di piccole dimensioni nella parte laterale del telefono e sparì definitivamente l’alloggiamento SIM grandi dimensioni nel posteriore. Questa modifica rese il telefono più piccolo e meno spesso rispetto i modelli precedenti. Cambia la tastiera e la posizione dei tasti funzione e menu che vengono accorpati nella parte bassa del tastierino. Il modello 130, diversamente dai modelli precedenti, fu dual band e trasmetteva e riceveva sulle frequenze GSM 900-1800 MHz.

Motorola, con il suo StarTAC 130, introdusse un display leggermente più grande e una batteria che durava molto di più rispetto ai modelli vecchi. 

Riguardo il software, le novità maggiori avvengono nella sezione messaggistica. Col modello 130 fu possibile scrivere messaggi e inviarli alle persone salvate in rubrica

L’ultima versione della famiglia StarTAC fu lo StarTAC M6088. Dimensionalmente parlando era uguale al suo predecessore, il 130, ma con la novità di avere l’antenna fissa e non più estraibile come i modelli precedenti. Uscito intorno agli anni 2000, fu venduto solo nella colorazione grigio chiaro e molti problemi del software che furono presenti fino al modello 130 vennero definitivamente risolti. Dotato di una batteria super capiente (500mAh) che garantiva un’autonomia di stand-by di 150 ore e 2 ore di conversazione.  

-> IL SOFTWARE: LA PIU’ GRANDE PECCA

Tutti gli StarTAC, eccetto l’ultimo, erano purtroppo caratterizzati dalla presenza di un software proprietario Motorola molto acerbo, che comprendeva pesanti carenze in termini di funzionalità e prestazioni.
Per esempio, nella versione Etacs, ovvero la prima uscita sul mercato, non si potevano nemmeno inviare gli SMS. Non so se per una questione di limitazione della rete (la vecchia e ormai spenta Tacs) o a causa di un problema software.
Nelle successive versioni più aggiornate ci furono altre problematiche, basti pensare al fatto che fosse impossibile inviare SMS aggiungendo direttamente dalla rubrica il destinatario del messaggio. Bisognava trascrivere su carta o ricordarsi a memoria il numero di telefono del destinatario e digitarlo a manualmente. Stesso destino per chi riceveva un messaggio: alla ricezione del testo non era possibile visualizzare il nome del mittente, anche se presente in rubrica, ma solo il suo numero telefonico rendendone difficile e più lungo il suo riconoscimento.
Sempre in ambito SMS, rispondere direttamente ai messaggi era un’utopia poiché Motorola non aveva ancora introdotto nel software il tasto e/o l’opzione nel menu “rispondi”. Per rispondere al messaggio, bisognava inviarne un altro nuovo e ridigitare il numero telefonico prima di premere “invia”.

Mancanze che non erano giustificate, in quanto il telefono essendo molto costoso non si poteva permettere di avere tutte queste limitazioni.

Immaginate al giorno d’oggi uno smartphone, o anche un semplice telefono cellulare, con queste problematiche. Inusabile, snervante e persino illegale!

Ma eravamo agli esordi, erano gli anni ’90 e tutto era possibile. Non avevamo le esigenze e i pretesti che abbiamo oggi e spendere tutto il proprio stipendio in un oggetto non perfetto, con così tante limitazioni, non era un problema apparente.
I problemi furono risolti nel 2000 quando ormai il telefono era già vecchio di suo. Sul mercato vennero proposti e venduti altri modelli più avanzati e con design migliore. Infatti quella dello StarTAC M6088 fu l’ultima versione prima che il progetto venne abbandonato definitivamente.

-> A VOLTE RITORNANO, MA SOLO PER POCO.

Nel 2010 il modello vintage 130 è tornato in vendita in alcune versioni colorate a poco più di 100 €.
StarTAC, come ripetuto fino alla nausea, fu uno dei telefoni più amati al mondo alla fine degli anni ’90, ed assieme ad altri modelli di altre case costruttrici venne riesumato in modo identico e originale grazie ad una startup di una società francese chiamata Lekki.
Un grande regalo e un grande tuffo nel passato per tutti i nostalgici come me.
Lekki, attiva dal 2010 ha venduto migliaia di pezzi all’anno. Nel 2016, dopo solo 6 anni di attività, è stata chiusa.

L’erede di Lekki al momento in cui scrivo l’articolo è VintageMobile, uno store sempre francese dove è possibile recuperare buona parte di cellulari vintage che hanno fatto la storia degli anni ’90 e degli anni 2000.
Non l’ho mai provato e non ho mai guardato le recensioni su internet, quindi mi sollevo da ogni responsabilità in caso di problematiche burocratiche o difetti della merce. Io vi ho segnalato lo store, voi prima di comprare fate le vostre dovute ricerche.

Se siete interessati all’acquisto potete rivolgervi anche alle solite piattaforme di compravendita online come, per esempio Ebay.
Su Amazon essendo ormai un articolo vecchio si trova difficilmente. Attenzione però che a differenza di Lekki, i telefoni reperiti su Ebay sono usati e logorati. Controllate bene prima di ogni acquisto.
Leggete sempre le recensioni e verificate la serietà del venditore.

 
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