BullBoys & LelliKelly. Le scarpe made anni ’90

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Erano gli anni ’90 quando tra “noi” bambini impazziva la moda delle scarpe con le lucine. Io ne ero affascinato e tutte le volte tormentavo e pregavo i miei genitori per farsì che mi venissero comprate, a volte riuscendoci.

In quegli anni erano diventate una vera e propria moda tra i giovanissimi: a scuola, all’oratorio oppure quando ci si recava a catechismo. Si facevano le gare con gli altri bambini per decretare la scarpa “più bella e vincente”.

Eravamo bambini e sembravamo delle trottole vaganti, non stavamo mai fermi pur di vedere le nostre scarpe luccicare a più non posso.

Stiamo parlando delle Lelli Kelly per le bambine e delle Bull Boys per i maschietti. Non sono tantissime le informazioni che si possono reperire su internet, ma ciò che si sa è che le Lelli Kelly sono nate nel 1992 e a seguire, nel 1993, sono nate le Bull Boys.
Nate dalla stessa azienda, la Stefcom, che in pochissimi anni diventò leader nella produzione di scarpe nel settore calzaturiero per bambini.

Anche queste scarpe hanno fatto la storia degli anni ’90: colorate e artistiche per le femmine, scure e spesso autografate per i maschi.

Sebbene fossero due marchi così tanto amati e molto apprezzati dai bambini, soltanto alcuni modelli avevano incorporate le lucine: una serie di mini lampadine nella parte posteriore della scarpa che si accendevano e si illuminavano tutte le volte che ci si muoveva.

Sotto le suole erano presenti dei sensori che percepivano ogni minimo movimento attivando così le lucine. Dal momento in cui ci si fermava e si rimaneva immobili, i sensori non rilevavano più alcun movimento e le lucine si spegnevano nel giro di pochissimi secondi.   

Le batterie e le lampadine all’interno delle scarpe avevano vita breve. Essendo sempre perennemente accese, la batteria durava poco e le lucine si guastavano molto facilmente.

Camminare, correre e saltare era diventato un piacere. Avere quelle scarpe, che all’epoca erano una gran novità, ci faceva star bene e ci rendeva felici.

Per attirare di più i bambini, spesso Lelli Kelly e Bull Boys regalavano gadget e giochi insieme agli articoli acquistati. Insieme alle scarpe venivano regalati pennarelli, trucchi, videogiochi, collane, portachiavi e persino degli articoli autografati direttamente dai grandi calciatori e dagli sportivi dell’epoca. Impossibile dimenticare il pallone da calcio autografato da Gianfranco Zola o i parastinchi firmati da Enrico Chiesa.

La pubblicità era costantemente sotto gli occhi dei piccini diventando un tormento per i genitori. Riviste, stampe per bambini e persino in televisione su Canale 5 nella fascia dedicata ai cartoni animati.

Ecco i Jingle e gli spot musicali ben conosciuti dai trentenni di oggi.

 

 

Esistono ancora oggi, anche se non sono molto usate e frequenti come negli anni ’90.
Cambiano le esigenze, cambiano le mode, ora i bambini di oggi sono molto “più grandi e svegli” dei bambini che eravamo noi ieri.

Volete mettere in competizione uno smartphone collegato al mondo intero al posto delle semplici “scarpe con le luci?”

Ricordi indelebili che ci porteremo dietro a vita!

 
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