Game Boat: il sottomarino serale di Rete 4

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“Cos’è quel pesce in fondo al mare? Pesce? E’ il mio sottomarino Game boat! – Game boat! Che giochi e che avventure con il Game boat!”

E’ l’inizio di una canzone del 1996 scritta da Alessandra Valeri, composta da Silvio Amato e cantata da Pietro Ubaldi e dal coro dei piccoli cantori di Milano.

Era la sigla di apertura dell’omonima trasmissione tv per bambini. Ve la ricordate, vero?

Il Game Boat è stato per alcuni anni un appuntamento fisso per i bambini di quell’epoca. Me compreso. Considerato un vero e proprio “contenitore” di cartoni animati, è andato in onda su Rete4 (quando aveva ancora lo storico logo giallo) dal 1996 fino agli inizi del 1999. Lo trasmettevano subito dopo cena, attorno alle 19.30.

Seduto per terra in salotto, sdraiato sul divano o davanti al telefono (dopo vi spiego il perchè) non potevo saltare nemmeno una puntata. Bei tempi quelli, che nostalgia!

Fu presentato da Pietro Ubaldi e da Cristina D’avena (il mio ricordo più nitido è quello dell’edizione 97/98).

Creato inizialmente per far concorrenza a Go-Cart, altro storico programma tv per bambini su Rai2 (di cui avrò modo di parlare), Game Boat era un intrattenimento quasi magico, capace di incollarti alla tv con una forza attrattiva pazzesca.

Il nome della trasmissione derivava dall’ambientazione stessa del programma, poichè la scenografia dello studio rappresentava i locali interni di un sottomarino presidiato dal Capitano (Pietro Ubaldi) e da una giovane marinaia aiutante (Cristina D’avena).
Durante le puntate capitava che i due parlassero con un personaggio fittizzio, mai comparso fisicamente all’interno della trasmissione. Era il “signor sala macchine”, doppiato da Giovanni Battezzato.

In questo programma, oltrechè guardare i cartoni animati, si facevano gioci telefonici.
I bambini che riuscivano a prendere la linea potevano parlare direttamente col Capitano e con Cristina, giocare con loro in televisione e vincere dei premi.

I giochi che, a rotazione, venivano effettuati erano i seguenti:

Il sogno del marinario: in cui bisognava indovinare una sigla di un cartone animato cantata da Cristina;
Il pesce talpa: si trattava di un pesciolino che, perdendo gli occhiali, non riusciva più a vedere bene le figure davanti a lui. Da casa bisognava indovinare l’immagine corretta che vedeva (c’erano 3 scelte a disposizione, una di quelle era esatta);
Il sonar: bisognava identificare l’oggetto nascosto dietro al sonar ruotante (spesso era un oggetto semplice come una matita, un libro, ecc).
La mappa: venivano proposti tre completamenti per ricomporre una mappa e bisognava indovinare qual era il pezzo mancante.

Quando i bambini erano in difficoltà e non riuscivano a proseguire il gioco, i conduttori li aiutavano a scegliere la risposta esatta suggerendola (in alcuni casi la davano direttamente loro). Chi riusciva a giocare in diretta si portava a casa un premio.

Tra un gioco e l’altro venivano mandati in onda i cartoni animati.
Alcuni di questi cartoni erano:

– Beethoven;
– Bentornato Topo Gigio;
– Calimero;
– Col vento in poppa verso l’avventura;
– I Flintstones;
– I Puffi;
– L’isola del tesoro;
– L’ispettore Gadget;
–  Nel covo dei pirati con Peter Pan;
–  Piccoli problemi di cuore;
– Pippi Calzelunghe;
– Sailor Moon;
–  Spank, tenero rubacuori;
– Superman;
– Tazmania;
–  Ti voglio bene Denver;
– Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare;

Il numero di telefono per chiamare in diretta e giocare con loro era lo 0369-56166 e compariva spesso in sovraimpressione in azzurro. Da notare che ancora, dopo più di 20 anni, me lo ricordo a memoria… che trauma!!
Anni e anni passati a chiamare quel numero di telefono senza mai prendere una sola volta la linea. Risultava sempre occupato e nelle ore in cui il programma non andava in onda (per esempio al mattino o al tardo pomeriggio appena tornato a casa da scuola) suonava sempre libero e mai nessuno rispondeva a quel benedetto numero.

Ricordo con nostalgia le gare e le competizioni fatte con alcuni compagni di scuola per riuscire a parlare con qualcuno e portarsi a casa qualche premio. Una battaglia persa in partenza!
Mai nessuno riuscì a prendere la linea.

Il Game Boat fece parte di quella televisione per bambini che oggi, purtroppo, non esiste più.
Prima pochi canali e tanti contenuti. Ora col digitale terrestre e con il web si possono scegliere tra i tanti canali disponibili 24h su 24. L’intrattenimento per bambini, al giorno d’oggi, è però di bassa qualità.
Nessun contenitore, nessuna animazione per i bambini; solo cartoni animati stupidi trasmessi a raffica, giorno e notte.

In quegli anni almeno c’era l’attesa, non si vedeva l’ora che arrivasse quella fascia oraria per vedere i cartoni animati. Solitamente li trasmettevano al mattino presto e al pomeriggio dopo le 16 quando tutti i bambini rientravano a casa da scuola.

Il Game boat rimarrà sempre nei miei (e nostri) ricordi, e anche se un giorno dovessero idearlo nuovamente, non sarà mai più come prima.
Qui di seguito dei video ripresi da vecchie registrazioni su videocassetta. Il primo video è un promo. Gli altri video sono dei veri e propri spezzoni di programma tra sigle, sketch e giochi con i bambini.


“Ciao pesciolini”. cit. Pietro Ubaldi, Game Boat.

 
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2 pensieri riguardo “Game Boat: il sottomarino serale di Rete 4

  • sabato 26 Ottobre, 2019 in 16:06
    Permalink

    Dopo cena alle 19.30?! A che cavolo di ore mangi te?!

     
    Risposta
    • sabato 26 Ottobre, 2019 in 16:36
      Permalink

      Non so di dove tu sia… ma al nord si cena a quell’ora. Ciao!

       
      Risposta

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