Una telefonata allunga la vita (spot TV Anni ’90)

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Il telefono, questo “maledetto” apparecchio che ci ha cambiato totalmente la vita.
Robert Staughton Lyn lo definì come “il più grande fastidio tra le comodità e la più grande comodità tra i fastidi”. Una frase ad effetto che rispecchia la realtà dei giorni nostri.

Insomma, ognuno di noi può metterla giù un po’ come vuole, fatto sta che proprio qualche giorno fa, esattamente il 18 ottobre, sono ricorsi i 130 anni dalla morte di Antonio Meucci, il grande inventore del telefono. Egli nel 1853 scoprì come la voce umana potesse “magicamente” essere trasferita da una parte all’altra attraverso la via elettrica.
E’ chiaro che il primo telefono inventato da Meucci fu lontano anni luce da quelli che siamo abituati a vedere oggigiorno. La logica di funzionamento però è la stessa.

La voce viene convertita in segnale elettrico, attraversa dei cavi fino ad arrivare a destinazione per poi essere ritrasformata nuovamente da segnale elettrico a voce.

Il suo primo telefono si chiamava telettrofono e aveva una forma un po’ buffa e bizzarra rispetto ai dispositivi elettronici di oggi. Per dare una piccola idea, ecco una foto:


Ma quanto il telefono ha influenzato il nostro mondo e il nostro modo di essere?

Si stima che nell’intero pianeta, ogni giorno, vengano effettuate 13 miliardi di telefonate di vario genere.

Ma se fino a qualche anno fa una classica e “semplice” telefonata era considerata al mondo la cosa più tecnologica in assoluto, oggi la comunicazione si è evoluta a tutti gli effetti.

Negli ultimi anni sono entrati a gamba tesa e prepotentemente nella nostra vita anche altri modi per mettersi in contatto con gli altri e col mondo intero che ci circonda.

Siamo ormai abituati a utilizzare vie alternative usando sms, chat, messaggi vocali ed e-mail. Spesso un messaggio di testo o vocale è meno impegnativo ed invasivo di una classica telefonata.

Stare al mondo significa, quindi, poter comunicare in ogni modo.

Negli anni ’90 il telefono era solo “fisso”. La telefonia mobile ancora non aveva preso il sopravvento. A casa si utilizzava il telefono fisso e guai a non averlo. Quando si era fuori casa o in strada pure; si utilizzavano le cabine telefoniche che non erano altro che telefoni fissi esterni. Si veniva cercati attraverso il cerca persone e bastava trovare una cabina telefonica libera per richiamare colui o colei che aveva bisogno di noi.

In quegli anni le cabine telefoniche erano ovunque. In strada, nei negozi, nei centri commerciali, nei ristoranti. Chi avrebbe mai detto che la telefonia mobile soppiantasse completamente tutto ciò?
Oggi avere un telefono fisso a casa è quasi inutile, è fonte di disturbo poichè i call-center telefonano a tutte le ore del giorno propinandoci cose e/o servizi che a noi non interessano e spesso l’apparecchio è presente nelle nostre case solo perchè è obbligatorio avere la linea telefonica per usufruire di una connessione ad internet con l’ADSL o la fibra ottica.

Il telefono è entrato prepotentemente anche negli immensi mondi della televisione, del cinema, del gioco e della musica.

Solo qualche piccolo esempio e qualche titolo di film per restare in tema: “Il terrore corre sul filo”, un film del lontano 1948. La frase famossissima del film ET extraterrestre: “ET telefono casa”.

Un altroche mi viene in mente è: “In linea con l’assassino”, film più recente del 2002 dove il protagonista fu costretto a rimanere al telefono con quello che sarebbe potuto essere il suo assassino se fosse uscito dalla cabina telefonica in cui si trovava.

E poi le trasmissioni televisive ed i quiz. Il telefono, quel filo conduttore che collegava lo spettatore e il conduttore del programma che proponeva giochi o quiz a premi. Nella musica il telefono venne scomodato più volte; per esempio nelle canzoni  “Se telefonando” cantata da Mina oppure in “Piange il telefono” di Domenico Modugno.

Negli anni ’90 da bambini con il telefono finto si giocava e si passava del tempo. Chi da piccolo non ha mai simulato di avere un telefono o una cornetta all’oreccho facendo finta di intrattenere conversazioni col proprio amico immaginario? 

Daltronde, una telefonata allunga la vita! Ne era convinto Massimo Lopez, con lo spot televisivo che ha fatto la storia.

Nel 1993 un condannato a morte, interpretato per l’appunto da Lopez, esprimeva i suoi ultimi desideri al telefono prima di essere ucciso da un plotone di militari. Non smetteva mai di parlare e passava ore ed ore al telefono; lo stesso telefono che lo teneva lontano da quello che sarebbe stato il suo destino.

Da qui il famoso claim: una telefonata allunga la vita.

Fu la divertentissima pubblicità della SIP, all’epoca monopolista delle telecomunicazioni, e durò fino ai primi anni 2000. Nel frattempo, nel 1994, SIP cambiò nome e diventò l’attuale Telecom Italia. Sette anni di storia raccontati da uno spot televisivo di gran successo.

Un altro spot di quell’epoca che ricordo con molta nostalgia racchiude un’altra famosa frase: “Mi ami? ma quanto mi ami? Mi pensi? Ma quanto mi pensi?” un tormentone che all’epoca fu amato ed odiato allo stesso tempo.

La protagonista, l’allora adolescente Alessandra Bellini, chiedeva insistentemente a dei ragazzi interessati quanto fossero effettivamente innamorati di lei. In realtà, lo scopo dello spot era quello di mostrare come fosse possibile parlare con due persone senza dover riagganciare il telefono, attraverso l’avviso di chiamata che al tempo fu una vera e propria rivoluzione.

L’ispirazione per scrivere questo post è nata dalla riflessione dell’uso quotidano del telefono e dalle domande che mi pongo riguardo la sua storia e le sue evoluzioni; soprattutto per i cambiamenti che i giovani della mia generazione hanno visto susseguirsi di decennio in decennio.

Purtroppo gli spot degli anni ’90 sono reperiti in rete ed essendo per l’appunto datati, sono di scarsa risoluzione e qualità. Soltanto gli spot girati intorno agli anni 2000, e quindi presumibilmente più recenti rispetto i precedenti, sono di qualità migliore.

Per concludere, in questi 130 anni ne sono cambiate di cose. Chissà se Meucci avrebbe potuto mai immaginare un mondo tutto digitale, fatto di cellulari e smartphone, di e-mail e di applicazioni di messaggistica, di messaggi vocali e di telefonate VoIP, di fibra ottica ecc. Sicuramente no, ma a me nella mia piccola utopia piace pensarla al contrario. Se siamo arrivati a questo punto è grazie anche a lui e alle sue scoperte in quanto il principio dei segnali è sempre lo stesso.  

Ecco le pubblicità made anni ’90.
Ricordando che…. una telefonata allunga la vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi ami? Ma quanto mi ami?

 

 
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